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Mattarella il 2 dicembre torna a Reggio per i 25 anni dell’università

Mattarella il 2 dicembre torna a Reggio per i 25 anni dell’università

Il presidente della Repubblica all’anniversario dell’ateneo reggiano. L’ultima visita il 7 gennaio 2017 in occasione della festa del Tricolore

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Reggio Emilia Dopo quasi sei anni dall’ultima visita, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Reggio Emilia il 2 dicembre.

L’occasione è costituita dai primi 25 anni della sede reggiana dell’università di Modena e Reggio Emilia. L’invito, accolto dal Quirinale, è arrivato direttamente dal rettore, Carlo Adolfo Porro.

La sede dell’evento sarà il teatro Ariosto.

Il Capo dello Stato aveva visitato la città del Tricolore il 7 gennaio del 2017 per la festa della bandiera nazionale. Fu accolto da migliaia di reggiani che assisterono alla cerimonia di commemorazione per il 220esimo anniversario del Primo Tricolore. Anziani, giovani, adulti e tantissime famiglie, presenti fin dalle prime ore del mattino sfidando il freddo pungente e il vento gelido nel cuore dell’inverno.

«Il Tricolore contiene ed esprime il valore della nostra unità nazionale – dichiarò il Capo dello Stato in quell’occasione –. Non un valore astratto, ma un valore concreto che si dispiega nel corso del tempo in maniera adeguata al mutare delle condizioni. È un concetto vivo, che quindi sorregge e spiega il perché dell’esclamazione “Viva il Tricolore, viva la Repubblica, viva l’Italia”».

L’accoglienza che Reggio Emilia gli riservò fu molto calorosa: gli applausi del pubblico presente, composto in gran parte da giovani e studenti, fu fragoroso.

È con lo stesso entusiasmo che Reggio Emilia si appresta ad accogliere la figura istituzionale più amata in assoluto. Tra loro c’è Carlo Baldi, promotore in prima persona del progetto di un ateneo a Reggio Emilia, sogno che si è concretizzato, appunto, 25 anni fa.

«Diciamo che è stata una battaglia a non finire, partita negli anni Novanta – spiega Carlo Baldi in merito alla nascita dell’università a Reggio Emilia –. La vedevo come un esame per la città che, ricordiamoci, non è solo la somma dei suoi abitanti. Senza l’ateneo sarebbe diventata un “comunello” di provincia e il centro storico un dormitorio per extra comunitari. Con l’associazione “Pro-università” che ho istituito, fatta di cento persone, ho raccolto 30 miliardi e così è potuta decollare».

Da quando è nata, a Reggio Emilia, l’università è un’idea concreta in continua espansione.

Dalla sede iniziale in viale Antonio Allegri, le sue diramazioni hanno fatto tappa in altri luoghi strategici della città. Come viale Timavo, dove trova sede il dipartimento di Educazione e Scienze Umane. Oppure via Amendola dove si trova il dipartimento di Ingegneria, al Campus San lazzaro o al Seminario, con lo sguardo puntato al futuro quarto polo alle ex Reggiane. Nei mesi scorsi, infatti, si è perfezionato l’accordo fra Comune, Unimore, Stu Reggiane spa e Unindustria per la realizzazione e l’apertura del quarto polo universitario nel Parco Innovazione, nell’Area Reggiane.

L’insediamento, che ospiterà quattro corsi di studi, due già attivi e due nuovi, sarà dedicato al digitale, da una parte sviluppa significativamente l’attività accademica di Unimore nella sede reggiana, dall’altra «qualifica in maniera rilevante e prestigiosa la vocazione alla ricerca e all’osmosi fra saperi propria del Parco Innovazione, avvicinando ulteriormente imprese e Università», spiegava il Comune nel presentare l’iniziativa.
 

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