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Castellarano

Giuseppe si è risvegliato

Gabriele Canovi
Giuseppe si è risvegliato

La madre del 19enne colpito con un sasso al Rockville ora può gioire: «Vederlo mentre apre gli occhi e si gira verso di me è un’emozione inspiegabile»

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Castellarano Giuseppe si è svegliato. Dopo 17 giorni di coma, ieri l’altro, martedì 25 ottobre, Giuseppe Checchia si è svegliato. È questo il primo barlume di luce in una storia che più buia non poteva essere.

La storia di un ragazzo modenese di 19 anni aggredito ingiustamente assieme ai suoi amici e colpito da un sasso dopo una serata in discoteca. Un evento normale che ha rischiato di trasformarsi in una vera e propria tragedia.

Era la notte tra sabato 8 ottobre e domenica 9 quando Giuseppe, assieme al suo gruppo di amici, si trovava al Rockville di Castellarano. Usciti dalla discoteca, i ragazzi sono stati aggrediti da un gruppo di giovani, uno dei quali ha lanciato un sasso di grosse dimensioni colpendo la testa di Giuseppe. Da quel momento in poi per il 19enne è stato il buio: la corsa in ospedale e l’inizio delle preghiere, dei pianti e della rabbia.

«E devono averle accolte e ascoltate le nostre preghiere – può esultare mamma Domenica –. Finalmente Giuseppe ha aperto gli occhi. Si è risvegliato, non è ancora del tutto vigile e cosciente, questo è vero, però finalmente una notizia buona dopo tanti giorni difficili».

E l’emozione di mamma Domenica nel tornare a vedere gli occhi del suo «bambino» di nuovo aperti è impareggiabile: «Vederlo mentre apre gli occhi, che si gira verso di me mentre gli parlo, è un’emozione che non si può spiegare. Per noi ha fatto un passo enorme, un passo grandissimo. Poterci parlare, a bassa voce, è bellissimo».

La madre è comprensibilmente un fiume in piena, una cascata di emozioni che fuoriesce libera, impetuosa, incontrastata dopo aver passato la diga della paura.

«La prima cosa che gli ho detto? Ci parlo sempre, tutte le volte che vado a trovarlo – prosegue la madre, quasi sul punto di commuoversi – Gli dico sempre di resistere, che è difficile, lo so, ma che lui ce la può fare. Perché è forte, fortissimo. Lui ancora non può parlare, poverino, ma per noi è stato bellissimo comunque potergli sussurrare qualcosa e vedere che lui, con gli occhi, ci guardava e sembrava capire ciò che gli stavamo dicendo». Domenica sa bene, però, che questo è solo il primo tassello di un puzzle ancora da completare. Un gioco basato sulla pazienza e sulla costanza in cui il risveglio è un tassello nevralgico.

«Sembra quasi che abbia già vinto – dice quasi commossa la madre – ma in realtà mancano ancora tanti piccoli passi. Ci vuole il suo tempo, i dottori ci hanno detto di continuare ad avere pazienza. Qualcosa si è mosso, ma manca ancora molto. I dottori ci dicono che è molto agitato e che ha molta tosse: speriamo si calmi e che si tranquillizzi un po’. Gliel'ho detto anch’io all’orecchio».

Nonostante questo lieve miglioramento, la prognosi di Giuseppe, ricoverato all’ospedale modenese di Baggiovara, rimane ancora riservata. «Quando i dottori ci diranno che la prognosi si è sciolta, so già che il mio cuore si riempirà di gioia, ancora di più. Mi auguro con tutta me stessa che accada», assicura mamma Domenica.

Ma la sua preghiera più forte rimane rivolta al futuro. «Preghiamo sempre perché i danni cerebrali non si rivelino gravi, o che possano essere pochi. Questo è l’aspetto più importante. Ma intanto mi riempio il cuore con questa bella notizia: Giuseppe si è risvegliato», conclude Mamma Domenica senza abbandonare la fiducia.

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