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Violenta lite in via Roma, l’accoltellatore in carcere

Violenta lite in via Roma, l’accoltellatore in carcere

Il 14 agosto 2020 la vittima era stata colpita al petto e aveva rischiato la vita

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Reggio Emilia La pena è diventata esecutiva. E il 45enne Alessandro Palladino, autore di un accoltellamento in via Roma il 14 agosto 2020, in pieno giorno, è stato ora condotto in carcere. L’accoltellamento era avvenuto al culmine di una violenta lite, nata a seguito di un debito di una settantina di euro. Il 45enne, che aveva alle spalle già precedenti per reati contro il patrimonio, ha colpito con un fendente al petto un tunisino 35enne. La lama era affondata vicino al cuore della vittima, che fu salvata solo grazie a un delicato intervento chirurgico.

Palladino, detto “il napoletano” e residente da anni in città, era stato fermato subito dopo l’accoltellamento e immediatamente arrestato. I filmati della videosorveglianza comunale, inoltre, lo avevano immortalato proprio mentre accoltellava la vittima. Quindi l’iter processuale, con il 45enne che il 21 settembre dell’anno scorso è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Reggio Emilia per il reato di lesioni personali gravissime alla pena di 8 anni e 4 mesi di reclusione (inizialmente era accusato di tentato omicidio), con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l'interdizione legale per tutta la durata della pena.

«Non volevo ucciderlo – aveva dichiarato lo stesso Palladino in aula –. Non mi ero nemmeno reso conto dove era finito il colpo: credevo fosse alla gamba, invece era vicino al cuore».

La condanna in primo grado, confermata nel maggio scorso in Appello, è divenuta esecutiva il 17 settembre scorso come stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione L’esecutività della sentenza di condanna ha visto l’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio emettere il provvedimento di esecuzione per la carcerazione del 45enne. Il provvedimento è stato trasmesso per l’esecuzione ai carabinieri della stazione di Corso Cairoli che, una volta ricevuto, hanno rintracciato il 45enne Palladino nella sua abitazione, arrestandolo e portandolo alla Pulce per l’espiazione della pena. Detratto il periodo già trascorso in carcere, pari a 5 mesi e 23 giorni, il 45enne ora dovrà scontare 7 anni, 10 mesi e 7 giorni.

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