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Gli angeli di San Giuliano nel documentario di Broglia

Daniela Aliu
Gli angeli di San Giuliano  nel documentario di Broglia

Il lavoro dell’autore sarà trasmesso su Rete 4

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Quattro Castella «Le ricorrenze, come quella del 31 ottobre, sono occasioni per non dimenticare gravi eventi che hanno segnato la storia del nostro Paese, ma la vicenda di San Giuliano di Puglia ci porta oltre, in un territorio oscuro, in una storia che è continuata fino ai giorni nostri, lacerando il tessuto sociale di quella comunità, mettendo gli uni contro gli altri, trasformando la ricerca delle responsabilità in una caccia al colpevole, aggiungendo sofferenza ai bambini estratti vivi dalle macerie come se l’essere sopravvissuti fosse una colpa». Il castellese Andrea Broglia racconta così il suo progetto: un cortometraggio di 90 minuti dedicato alla tragedia della scuola di San Giuliano di Puglia, in Molise, dove nel 2002 morirono 27 bambini e la maestra nella scuola distrutta dal terremoto. In occasione della ventennale della tragedia, lunedì 31 ottobre, il documentario verrà trasmesso su Rete 4 in seconda serata. Il documentario che è targato Mneo Archivio italiano della Memoria. Al progetto di Broglia hanno collaborano per il montaggio Daniele Ferrero, per le riprese Giulio Manicardi, Paolo Napoletano e Daniele Ferrero, lo script editing è di Marina Blasi. Il lavoro è stato prodotto da PUNTODOC e da MNEO Archivio italiano della Memoria in collaborazione con l’Università di Bologna, dipartimento di Storia-Master Comunicazione Storica Associazione Emdr. Broglia ha lavorato per 23 anni a Mediaset. Ha ideato il progetto Mneo - Archivio italiano della Memoria e guida oggi Puntodoc, come autore e produttore. A Reggio, ha realizzato una mostra di installazioni video sul tema della Memoria.

«Il 31 ottobre 2002 è una giornata fatale per San Giuliano, ricordiamo quella data attraverso le testimonianze drammaticamente coinvolgenti dei protagonisti. Una scossa di terremoto colpì il Molise e a San Giuliano di Puglia crollò una scuola; gli altri edifici del paese, pur lesionati, restarono in piedi – ricorda –. Sotto le macerie rimangono i 27 bambini assieme alla loto maestra». Questo progetto trae ispirazione da analoghe produzioni quali “The Rescue”, docu prodotto da National Geographic, il recente lungometraggio “Tredici vite” diretto da Ron Howard e il documentario “Numbered” di produzione Netflix. Così la scelta di adottare una narrazione concitata da survival nella prima parte, ripercorrendo la drammaticità dell’evento e della corsa contro il tempo, in cui le singole storie si alternano fino a fondersi in un unico racconto. Il cortometraggio inizia con lo struggente discorso di Nunziatina Porrazzo, madre di uno dei bimbi morti che dice: «Sono la madre di Luigi, ora lui è un angelo. Chiediamo scuole sicure per tutti i nostri bambini. Nessuna madre deve piangere più i suoi figli». Oggi, gli angeli di San Giuliano sono tutti raccolti in un’area del cimitero a loro dedicata. «Vent’anni dopo nella strada principale del paese perfettamente ricostruito si respira un senso di vuoto. Sulla collina di fronte il villaggio provvisorio, ormai semidistrutto, sembra un corpo ferito, una metafora della comunità stessa. Sono i due volti di un trauma ancora irrisolto: il vuoto lasciato dai 27 bambini che morirono insieme alla loro maestra, il dolore che ancora corrode gli animi e lo spirito di chi ha perso il proprio figlio, il disagio dei bambini ora adulti che sono sopravvissuti, gli spasmi di collera irrisolta che percorrono la comunità» conclude Broglia.


 

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