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Ha distrutto una Jaguar a mazzate. Ora è accusato anche di lesioni

Jacopo Della Porta
Ha distrutto una Jaguar a mazzate. Ora è accusato anche di lesioni

Si aggravano le condizioni del ferito e spunta un super-testimone

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Toano Una nuova accusa per il trentenne di Toano Maicol Benassi, che all’alba del 23 ottobre ha distrutto a colpi di mazza una Jaguar in piazza a Cavola.

Il vocalist scandianese di 36 anni, che ha rischiato la vita nel tentativo di fermare il vandalo che aveva preso di mira la sua auto, ha presentato anche una denuncia per lesioni.

Inoltre, c’è un nuovo testimone di quanto accaduto quella notte: si tratta di un giovane che era in auto insieme all’indagato nei concitati momenti del raid in piazza.

Il ferito, che è assistito dall’avvocato Giuseppe Pagliani, ha integrato la precedente denuncia per danneggiamento con i riscontri medici emersi da una seconda visita. Al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna il trentaseienne era stato giudicato guaribile in cinque giorni. Il quadro però si è aggravato. Un nuovo certificato medico ha fatto salire la prognosi a un mese. Lo scandianese lamenta, infatti problemi alla mano destra, emicrania persistente e dolori in varie parti del corpo. A questo si aggiungono anche conseguenze emotive. Il trentaseienne nel tentativo di fermare l’aggressore si è aggrappato alla Fiat Punto di Benassi ed è stato brevemente trascinato prima di rovinare a terra.

Il trentenne di Toano nell’immediatezza dei fatti era stato denunciato dai carabinieri per i reati di minaccia e danneggiamento aggravati e porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere. Il giovane, infatti, avrebbe imbracciato una carabina ad aria compressa, ritrovata poi in auto (una seconda è stata sequestrata nella sua abitazione).

Una importante novità, come detto, consiste nel fatto che c’è un super-testimone di quanto accaduto a Cavola. Si tratta di un giovane di 24 anni che tra sabato e domenica si trovava nella discoteca Kiss e che l’indagato si era offerto di riportare a casa in auto (cosa che però è accaduta soltanto dopo l’esplosione di violenza in piazza).

Benassi ha raccontato di essere tornato all’alba al Kiss perché si era accorto di aver perso il portafoglio. Una volta rientrato nel locale gli è stato restituito, ma invece di essere contento del fatto che vi erano tutti i documenti, si è arrabbiato perché mancavano 70 euro (un ammanco di cui non sono responsabili coloro che hanno ritrovato il portafoglio). Infuriatosi per questo, sarebbe andato casa, per poi tornare in piazza armato di carabina e di una mazza con la quale si è accanito sulla Jaguar (ritenendo probabilmente fosse del proprietario del locale).

Il toanese, che è assistito dall’avvocata Rita Gilioli, dopo l’arresto, è stato liberato dal gip con l’obbligo di firma, in attesa del processo che si terrà a novembre. Il giovane durante l’udienza di convalida ha parlato della lite nel locale, ma ha negato le accuse. Il nuovo testimone potrebbe fornite elementi importanti in proposito.

I carabinieri hanno arrestato il trentenne nella sua abitazione, dopo che erano intervenuti in piazza Italia e avevano inseguito la Fiat Punto del toanese: ne hanno perso le tracce, ma grazie al numero di targa sono poi risaliti al proprietario.

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