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«Sono tua figlia, mi trovo in ospedale». Anziana si sente male dopo la truffa

Ambra Prati
«Sono tua figlia, mi trovo in ospedale». Anziana si sente male dopo la truffa

La madre 80enne dell’avvocato Raffaella Pellini non è caduta nella trappola

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Reggio Emilia «Sono Raffaella, tua figlia. L’avvocato. Ho avuto un incidente d’auto e sono in ospedale, sto malissimo Mi servono subito dei soldi». La telefonata, arrivata ieri alle 12.15 alla madre ottantenne dell’avvocato Raffaella Pellini, ha gettato nell’angoscia la signora.

Una sconosciuta, spacciandosi per la figlia, ha riferito di essere ricoverata all’ospedale con 40 di febbre e di essere in fin di vita. Ovviamente servivano cure molto costose: perciò ha chiesto all’anziana quanti soldi avesse in casa, pretendendo una somma importante per salvare la vita della figlia.

«Mia madre ha avuto dei dubbi perché non riconosceva in realtà la mia voce: dall’altra parte della cornetta la vocina era esile e non familiare – ha raccontato l’avvocato Pellini – ma la sconosciuta ha insistito e ha finto di essere sua figlia. Per convincerla ha detto che di professione era un avvocato e che parlava e respirava a fatica perché indossava una mascherina Fp2 che alterava il suono della voce».

La signora, sempre più preoccupata, ha chiesto alla finta Raffaella dove fosse la sorella e perché non fosse andata a prenderla in ospedale. La truffatrice deve aver improvvisato perché ha riferito che in quel momento anche la sorella (della quale evidentemente non aveva informazioni) era grave e sottoposta ad accertamenti al pronto soccorso. L’ottantenne, ormai insospettita, ha posto delle domande sull’altra figlia chiedendo apertamente come si chiamava: l’interlocutrice non lo sapeva.

«Non riuscendo a rispondere a tono alle notizie riguardanti mia sorella, la truffatrice si è tradita. In questo modo mia madre ha interrotto la comunicazione, avendo avuto la conferma di parlare con una estranea – ha proseguito l’avvocato Pellini –. È rimasto tuttavia turbata all’idea che le figlie potessero essere veramente all’ospedale: ha provato a contattare i nostri telefoni trovandoli, per fatalità, entrambi occupati».

Raggiro sventato, dunque, ma la povera signora ha tempestato di messaggini disperati le figlie («Dove sei? Perché non mi rispondi? Stai davvero male?») e si è talmente agitata che è stato necessario chiamare un medico. «Pur evitando la consegna di denaro, mia madre è stata sopraffatta da un forte stato d’ansia che è stato alleviato soltanto con il tempo, anche dopo che ci ha visto arrivare da lei in perfetta salute».

Insomma il bersaglio dell’ennesima truffa agli anziani ha rischiato di finire davvero all’ospedale.

«Ho subito preavvertito la polizia di Stato dell’accaduto e ci hanno detto che ieri mattina era la terza segnalazione che ricevevano per queste truffe fotocopia ai danni di persone di una certa età. Questi raggiri sono particolarmente odiosi perché avvengono ai danni di persone che sono più fragili e che vengono colpite negli affetti più cari, creando particolari situazioni di sofferenza. È importante denunciare i fatti e renderli noti anche alla collettività, specificando le modalità con le quali le truffe vengono messe in atto, per sventare sul nascere queste ignobili condotte».

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