Gazzetta di Reggio

Reggio

Il focus

Fine vita, 17 Comuni reggiani senza alcun testamento biologico

Gabriele Farina
Fine vita, 17 Comuni reggiani senza alcun testamento biologico

Il capoluogo fanalino di coda nel rapporto tra disposizioni e abitanti over 18

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Testamento biologico, questo sconosciuto. Le decisioni sul fine vita non sembrano riguardare quasi un territorio comunale reggiano su due.

A porre la questione è l’associazione Luca Coscioni, da anni attiva sul tema. La legge di bilancio del 2018 ha finanziato l’istituzione mediante il ministero della Salute di una banca dati a livello nazionale. Nell’archivio digitale vanno inseriti i testamenti biologici (o “disposizioni anticipate di trattamento”).

Tali documenti hanno un valore legale e rappresentano le decisioni estreme che una persona (o un proprio incaricato di fiducia) può chiedere di adottare qualora non sia più in grado d’intendere e di volere.

La banca dati nazionale è aggiornata di volta in volta in caso di rinnovo, modifica o revoca dei testamenti biologici. L’obiettivo è garantire la piena accessibilità delle decisioni sia da parte dei medici sia da parte dei diretti interessati e dei loro fiduciari.

L’associazione Luca Coscioni ha pubblicato una graduatoria nazionale sulla base dei dati trasmessi dalle Prefetture e dagli uffici di Stato civile dei Comuni.

I dati pubblicati di seguito sono aggiornati alle 14,30 di sabato 29 ottobre. In provincia di Reggio Emilia, sono 25 Comuni in cui è stato trasmesso almeno un testamento biologico. In ordine alfabetico sono: Albinea, Bagnolo, Baiso, Campagnola, Campegine, Canossa, Carpineti, Casalgrande, Castellarano, Castelnovo Monti, Cavriago, Guastalla, Luzzara, Montecchio, Novellara, Poviglio, Quattro Castella, Reggio Emilia, Reggiolo, Rolo, Rubiera, San Polo, Sant’Ilario, Scandiano e Vezzano.

A Carpineti risultano 13 testamenti biologici, che non sono stati tuttavia caricati nella banca dati. Non v’è traccia delle decisioni sul fine vita a Bibbiano, Brescello, Boretto, Campagnola, Cadelbosco Sopra, Casina, Castelnovo Sotto, Correggio, Fabbrico, Gualtieri, Rio Saliceto, San Martino in Rio, Toano, Ventasso, Vetto, Viano e Villa Minozzo.

I dati elaborati dall’associazione permettono di scavare ancor più in profondità. Si apprende dunque che i testamenti biologici abbandonano a Quattro Castella (123 disposizioni sul fine vita), Scandiano (91) e Casalgrande (86). Cavriago (74 testamenti biologici), Rubiera (71) e Montecchio (70) precedono la città del Tricolore. Nel capoluogo provinciale sono stati registrati (tutti inseriti nella banca dati) 55 testamenti biologici.

Il rovescio della medaglia è rappresentato da Castelnovo Monti (7 testamenti biologici), Baiso (11), Canossa (13), Carpineti (idem), Vezzano (15), Campegine (16), Luzzara (17) e Reggiolo (18).

L’associazione s’è spinta oltre, mettendo a confronto il totale dei testamenti biologici con la popolazione maggiorenne. I dati in provincia sono molto eterogenei.

A Quattro Castella un abitante (inteso sempre come maggiorenne) su 89 ha comunicato disposizioni anticipate di trattamento. Il podio dei Comuni più attivi sul fine vita è completato da Cavriago (un testamento biologico ogni 111 abitanti) e Rolo (uno ogni 113).

Dall’altra parte della graduatoria Reggio Emilia è incontrastata con un testamento biologico ogni 2.562 abitanti. Il rapporto è più che due volte maggiore rispetto a quanto accade a Castelnovo Monti, in cui vi sono sette decisioni sul fine vita, ovvero una ogni 1.246 abitanti.

Al terzo posto compare Reggiolo con 18 testamenti biologici, vale a dire uno ogni 418 abitanti (sempre intesi come maggiorenni). Poco distante Luzzara con 17 testamenti biologici, uno ogni 415 abitanti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google