Gazzetta di Reggio

Reggio

Casina

Medico rapinato del Rolex: «Quell’orologio è speciale»

Ambra Prati
Medico rapinato del Rolex: «Quell’orologio è speciale»

Lorenzo Spaggiari racconta l’aggressione a Milano: «Regalo di una paziente, è sopravvissuto al fuoco e a due banditi»

3 MINUTI DI LETTURA





Casina «Quell’orologio ha qualcosa di speciale. Mi è stato regalato dal figlio imprenditore di una paziente napoletana che ho operato due volte, come segno di riconoscenza per la madre. Tra gli orologi che si sono “sciolti” nell’incendio del mio appartamento, l’anno scorso, ne ho ristrutturati solo tre, tra cui questo, rimesso a nuovo dai Camparini, cari amici del negozio di via Emilia San Pietro a Reggio».

Lorenzo Spaggiari, 61 anni, originario di Casina, direttore di Chirurgia toracica allo Ieo (l’Istituto europeo oncologico fondato da Umberto Veronesi), si è ripreso dalla disavventura che gli è capitata giovedì scorso a Milano, dove due malviventi lo hanno aggredito sotto casa per rapinarlo del Rolex da 30mila: un bandito lo ha morso sulla mano sinistra («sono chirurgo ambidestro, ma uso di più la mano mancina») facendogli temere di non poter lavorare. Invece «il giorno dopo ho operato, mentre dell’orologio, tutt’ora custodito dalla polizia di Milano, che ringrazio infinitamente, rientrerò in possesso a breve».

Giovedì alle 19 il dottore aveva appena parcheggiato sotto casa a San Babila quando uno sconosciuto è entrato in auto e ha cominciato a strattonarlo. «All’inizio non ho capito cosa volesse. Ero stanchissimo, sporco dalla sala operatoria; subito ho pensato a un diverbio stradale». Quando è nata una colluttazione, «ho reagito d’istinto». Il bandito «mi è venuto sopra, io avevo la cintura; non ho fatto altro che stendere e allontanare il braccio. Quando gli ho strappato il casco lui mi ha addentato con forza uscendo dall’auto». È a quel punto che il chirurgo è sceso e ha visto il “palo”, un altro giovane che aspettava in sella a uno scooterone, che diceva all’altro «Andiamo via, andiamo via».

«È caduto in macchina – ha risposto il rapinatore riferendosi al Rolex –. Devo prenderlo». Il chirurgo ha osservato: «Una scena surreale, che tra l’altro è stata filmata dalle telecamere di una banca». Per qualche secondo i due malviventi sono entrati in confusione, ma si sono subito ripresi: il rapinatore ha aperto la portiera lato guidatore, ha arraffato il cronografo per terra ed entrambi sono fuggiti.

«Aver lasciato il casco è stato un grave errore» perché più tardi, quando è arrivata la Scientifica, si è appurato che le impronte sull’auto non erano sufficienti, mentre la ditata isolata sul casco ha incastrato il responsabile: è bastato inserirla in banca dati per scoprire che si trattava di un pregiudicato pendolare dal lungo curriculum, Matteo Cammarota di 27 anni. L’epilogo poche ore dopo, quando Cammarota è stato fermato dalla Polstrada di Caserta sulla A1 e arrestato. Nel marsupio aveva il Daytona Chocolate con cinturino strappato. Il passeggero, un ventenne che nascondeva un Patek Philip, è stato denunciato per rapina e ricettazione. «Sono fatalista – conclude Spaggiari –. Quell’orologio è sopravvissuto al fuoco e ora al rapinatore».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google