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Ora anche i fiori costano di più: rincari del 40%

Alice Benatti
Ora anche i fiori costano di più: rincari del 40%

Crescono i prezzi di crisantemi e rose. I fioristi: «Anche noi subiamo gli aumenti»

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Reggio Emilia Un mazzetto di cinque crisantemi per il loculo è aumentato da 17,50 a 22,50 euro. Dunque un euro in più per ciascun fiore per antonomasia dedicato ai defunti, cinque euro in più totali. I prezzi delle rose, le più gettonate (in particolare rosse) dopo i crisantemi, sono aumentati fino al 40% rispetto allo scorso anno. Nel Reggiano anche omaggiare i propri cari estinti al cimitero risente della crisi. E per un fiorista che, pur spendendo di più (fino al 50%), decide di non modificare i prezzi, ce n’è un altro che «per restare a galla» si sente costretto a farlo. Per le festività di Ognissanti e dei defunti alcuni fioristi ammettono infatti di essersi sentiti costretti a ritoccare i prezzi per fare fronte al caro-acquisti, come Daniele Fiorini, titolare del negozio di fiori “Pollice Verde” all’esterno del cimitero di Arceto di Scandiano.

«Noi spendiamo il 30-40% in più sia sui crisantemi sia sulle rose e mettiamo lo stesso rincari sui fiori – spiega il fiorista – gli aumenti li abbiamo visti dalla primavera in poi e a ridosso di queste festività c’è stato un ulteriore incremento del 25%. Nelle ricorrenza la mentalità è ancora quella di mettere il fiore fresco quindi chi viene una volta l’anno non ha problemi a spendere 5 o 10 euro in più, mentre la clientela giornaliera magari sceglie fiori di qualità più bassa o addirittura passa al fiore finto».

«Quest’anno – continua Fiorini – secondo me le persone non si rendono ancora ben conto del rincaro che c’è stato, ma penso che il problema si porrà il prossimo anno quando vorranno spendere meno. In questo momento è anche difficile prevedere come cambieranno le abitudini di acquisto dopo queste ricorrenze».

Camminando fra le lapidi impreziosite di fiori freschi, ieri mattina nulla lasciava in realtà pensare quanto invece riporta questo fiorista.

«Ci sono dei problemi – afferma il titolare di Pollice Verde – in questi giorni al cimitero è stata data una necessaria e doverosa ripulita ma durante l’anno le persone si lamentano spesso per la sporcizia oltre che per i furti ricorrenti di fiori, vasi e altri oggetti. A Scandiano non c’è più nessuno ormai che presidia il cimitero e si è visto un peggioramento dal punto di vista della sicurezza». Spostandoci al cimitero comunale di Rubiera, un’altra fiorista, Monica Odorici di “Moda fiori”, assicura invece che qui è tutto ben curato. «Tenuto meglio che in altri posti», commenta. Per quanto riguarda il caro-fiori, invece, è drastica: «Ormai non ci si guadagna più niente ma o vendi o chiudi».

«I crisantemi a noi sono aumentati del 40% così come le rose, ma per alcuni fiori spendiamo anche il doppio – spiega Odorici – abbiamo deciso di non metterci un ricarico quindi i prezzi sono quelli dell’anno scorso, ma le persone comprano comunque meno e se possono, anche quando acquistano, cercano il modo per risparmiare. In questi giorni abbiamo lavorato meno ma ce lo aspettavamo, infatti abbiamo fatto un ordine molto ridotto: 300 crisantemi in meno dell’anno scorso e nel 2023 ne ordinerò ancora meno. Per quanto riguarda le piante, l’anno scorso avevo ordinato 50 piante mentre quest’anno una trentina e alcune le ho ancora».

Se per Ognissanti questo negozio alle porte del cimitero è stato aperto, oggi da “Moda fiori” si è deciso di tenere chiuso dato il flop dell’apertura nel 2021 quando «non è venuto praticamente nessuno».

Per la fiorista un grosso scoglio è rappresentato dalla concorrenza dei supermercati che, comprando i fiori in grande quantità, riescono a fare prezzi molto inferiori con cui è impossibile concorrere.

Lo denuncia anche la fiorista Cristina Cattani, che cogestisce l’attività “Fiorista Tullio e Cristina” all’esterno del cimitero di Coviolo.

«L’altro giorno una signora mi ha detto che devo cambiare fornitore perché lei un cero al discount lo paga 1,50 euro mentre io sono obbligata a venderlo a 6 euro – racconta – non posso certo competere con quel prezzo dato che io un cero lo pago più di 1,50 euro e ho il mio ricarico da fare».

Anche lei ammette di avere ordinato meno fiori quest’anno in occasione delle festività, che le persone si sono molto trattenute negli acquisti e che, rispetto al 2021, «50 centesimi in più si sono ritrovati su tutti i fiori».

Al cimitero monumentale di Reggio Emilia, la fiorista che gestisce il negozio all’ingresso si dice pronta a vendere. Sono tre anni che cerca di cedere l’attività, ancora senza successo, e andare in pensione.

«Quest’anno ho potuto scegliere fra rose di tutti i prezzi», dice la reggiana Mariella Mussini, che da lei ha appena comprato alcuni fiori con cui omaggiare i genitori, il fratellino e la nonna sepolti in questo cimitero. «Ammetto di essermi dovuta limitare per via dei rincari. Alcuni fiori li ho infatti presi al supermercato ai quali ho aggiunto le rose comprate qui mentre lo scorso anno avevo acquistato tutto dal fiorista».

Un altro reggiano, Stefano Fabbi, venuto per portare un saluto ai nonni defunti, spiega che lui e la moglie hanno speso circa 70 euro contro i 90 dello scorso anno. Fiori per diversi parenti, comprati tutti dal fioraio perché «piuttosto si risparmia su altre cose».

Anche una coppia che incontriamo all’interno del cimitero spiega di non avere badato a spese. «Non ci siamo accorti dei rincari – confessano – ma se aumenta il pane del 40% è normale che possano aumentare anche i fiori. Noi, in ogni caso, abbiamo acquistato quello che volevamo».

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