«Ho visto l’auto schiantarsi e i bambini volare fuori»
Un testimone dell’incidente: «Per poco non centrava anche me»
Reggio Emilia «Ho ancora la pelle d’oca quando penso a quella scena: la macchina che mi sfiora a poco più di un metro e i due bambini schizzati fuori dall’impatto violentissimo. Devo ancora riprendermi dopo giorni da quello choc e non sarà semplice riprendere la vita diprima».
Nicola Di Simone abita a Gaida, insieme alla compagna e alla loro bambina.
Domenica, poco prima delle 20, ha portato fuori il cane, un Bull Terrier, a passeggiare, a Gaida. Era sul marciapiede a lato della via Emilia quando ha visto la Fiat Stilo guidata da Orjol Lame, 32 anni, prima passare, poi schiantarsi contro l’immobile disabitato della Antarés Cucine. La Fiat Stilo non era assicurata e, secondo i primi accertamenti, sarebbe intestata a una persona deceduta.
Il 32enne è ricoverato in rianimazione al Santa Maria Nuova, mentre i quattro familiari che viaggiavano in auto con lui sono deceduti: hanno perso la vita Shane Hyseni, 22 anni, compagna di Lame, con il figlio Mattias di un anno e mezzo e i fratelli di lei Rejana, 8, e Resat.
«Quell’auto andava veloce – dice Di Simone –. L’ho vista passare a un metro e mezzo da me, mentre mi stavo lasciando il marciapiede alle spalle per attraversare la strada. Se fossi passato un secondo prima mi avrebbe centrato in pieno. Subito dopo la macchina ha sbandato nella direzione opposta, non ha frenato e si è sentito il boato impressionante dell’incidente. Qualcosa di terribile. Ho visto i due maschietti volare fuori dalla macchina. Il fumo che non finiva più e si confondeva con il buio della sera creando una scena surreale e terribile».
«Mi è venuto spontaneo chiudere gli occhi, quando li ho riaperti non riuscivo a smettere di piangere – racconta il testimone –. Pensavo alla mia ragazza e alla nostra bambina, mentre continuavo ad essere abbagliato dai fari della macchina da cui usciva ancora del fumo. Poi sono arrivati i soccorsi: ricordo la bambina, esanime sulla barella».
«Quando sono tornato a casa non riuscivo nemmeno a salire le scale. Io devo aver avuto un angelo custode che mi ha protetto d quella tragedia avvenuta a pochi passi – rimarca il testimone –. Chissà cos’è successo in quel momento. Sì, l’auto andava veloce, ma è possibile che sia venuto un malore al conducente, da quanto sentivo dire sul luogo dell’incidente. O che si sia verificato un guasto meccanico alla macchina».
Nel frattempo, ieri mattina, sulla via Emilia nelle vicinanze del tratto maledetto dove domenica sono morte quattro persone, si è verificato un altro incidente, per fortuna con conseguenze non gravi, che ha coinvolto un’utilitaria.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
