Rosmindo Corradini festeggia i suoi 100 anni circondato dai soci del circolo Stranieri
Le candeline spente tra i ricordi di una vita: dalla prigionia in guerra alle feste dell’Unità
Reggio Emilia Grande festa, lunedì scorso al circolo Sergio Stranieri, per i cento anni di Rosmindo Corradini.
Gli ingredienti c’erano davvero tutti: dalla grande torta sormontata da nuvole di panna montata alle bottiglie di vino bianco che hanno fatto prestissimo ad evaporare; dalle immancabili candeline alle tante “dolcezze” portate in tavola per soddisfare il palato dei commensali. Tanti infatti i soci del circolo che hanno pranzato con Rosmindo, trattenendosi a lungo con lui tra ricordi di un passato più o meno recente.
A partire dalle vicende della guerra in Nord Africa: Rosmindo Corradini infatti fu fatto prigioniero a Tobruk dagli inglesi e proprio durante la prigionia svolse quel lavoro di fornaio che avrebbe poi continuato a svolgere a Reggio dopo la liberazione. A Reggio aveva abitato per molti anni in via Guatteri per poi trasferirsi al rione don Pasquino Borghi e ancora in piazza Stranieri dopo la costruzione dei caseggiati dell’Erp.
Ma tanti sono stati i passaggi della vita di Rosmindo rievocati durante il pranzo di compleanno: a partire dal suo volontariato a tantissime feste dell’Unità e insieme alla sua attività di diffusore del giornale.
Il presidente e tutti i soci del centro sociale si sono stretti intorno a lui per celebrare con un affettuoso abbraccio il traguardo raggiunto. Un traguardo importante anche perché Rosmindo è arrivato ai suoi cent’anni in ottima forma ancora con la voglia di festeggiare.
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