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Serena Arbizzi

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i Serena Arbizzi

Reggio Emilia Codemondo respinge al mittente la proposta del Comune e va avanti con il ricorso al Tar, dopo la chiusura di via Antica, un provvedimento che, di fatto, ha tagliato in due la frazione, isolando famiglie da servizi e collegamenti.

Fumata nera dopo l’incontro in Comune, durato oltre due ore, tra i referenti del comitato “Codemondo respira”, gli avvocati di due aziende danneggiate dalla decisione di chiudere via Antica, il vicesindaco Alex Pratissoli e il dirigente Paolo Gandolfi. Il confronto è stato l’occasione per ribadire come la chiusura di via Antica sia soltanto la punta dell’iceberg di un insieme di decisioni adottate per la frazione, contestate dai cittadini, come la soppressione della fermata della linea ferroviaria Reggio-Ciano.

All’incontro in Comune erano presenti anche i consiglieri comunali del Pd Riccardo Ghidoni e Cinzia Ruozzi. All’assemblea con i cittadini, che si è svolta subito dopo l’incontro in Comune, hanno partecipato anche i consiglieri di Coalizione Civica Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli, e Cristian Panarari di Fratelli d’Italia.

Il Comune ha proposto al referente del comitato, l’ingegner Andrea Ferrarini, di realizzare una rotonda su via Prati Vecchi per la svolta in sicurezza in via Cantonazzo, oltre al sottopasso pedonale dov’è stato chiuso il passaggio a livello. Per entrambi gli interventi i lavori dovrebbero partire nel 2023.

All’assemblea al centro sociale Quaresimo ha partecipato un’ottantina di persone. «I residenti bocciano la proposta – spiega l’ingegner Ferrarini –. Le misure proposte dall’amministrazione non compensano adeguatamente il danno creato. Inoltre, il sottopasso dovrebbe essere anche carrabile, non soltanto ciclopedonale, come, peraltro, avrebbe dovuto essere secondo le promesse iniziali dell’amministrazione. Alla rotatoria noi non ci opporremo di certo, se consentirà di perseguire migliori condizioni di sicurezza, ma non risolverà il problema dei mezzi agricoli, dei residenti e di chi, arrivando da Corte Tegge, percorreva la strada in auto almeno due volte al giorno e ora non lo può più fare».

«A essere penalizzate dal punto di vista economico sono due aziende: non è possibile che siano costrette a immettersi su due strade provinciali con i mezzi agricoli per raggiungere il campo di fianco – aggiunge Ferrarini –. Anche la latteria è penalizzata, sia per la quantità di vendite, sia per il giro latte. L’intento del Comune è quello di lavorare con Fer per avanzare una proposta più convincente. La prima udienza al Tar per la sospensiva è prevista per il 23 novembre: serve, quindi, una risposta entro quei termini per non andare a processo. Il ricorso al Tar, infatti, è stato presentato nei tempi utili sia per contestare l’ordinanza dirigenziale, sia la delibera di giunta che lo scorso luglio ha deciso il provvedimento».

I residenti vorrebbero che «si realizzasse un sottopasso stradale in via Antica, con eventuale riapertura del passaggio a livello in attesa che il collegamento si possa utilizzare di nuovo. Invece, gli impegni verso Codemondo sono stati disattesi e la gente si è stufata».

La raccolta fondi per coprire le spese legali necessarie per il ricorso al Tar va avanti. Oltre cento famiglie, per un totale di circa 3.000 raccolti, hanno aderito all’iniziativa. Il comitato si sta organizzando per creare un conto corrente dedicato.

Mercoledì, intanto si terrà una commissione specifica sul “caso Codemondo”. Alla commissione parteciperà anche un referente di Fer, dal quale sono attese spiegazioni dal punto di vista tecnico sui provvedimenti adottati nella frazione.

Su Codemondo le forze politiche si scatenano, nel frattempo. «L’amministrazione comunale, con ordinanza dirigenziale dello scorso 5 settembre, ha disposto la chiusura di via Antica a Codemondo, con interruzione del transito veicolare e pedonale in corrispondenza del passaggio a livello – spiega Ivano Casali, responsabile del dipartimento sicurezza e legalità di Fratelli d’Italia –. La motivazione citata nell’ordinanza che si riferisce al “miglioramento delle condizioni di sicurezza”, è decisamente infondata perché non si sono mai verificati incidenti o problemi per l’incolumità delle persone ed è palese l’inosservanza dell’articolo 5 del codice della strada che così recita: “I provvedimenti per la regolamentazione della circolazione sono emessi dagli enti proprietari, attraverso gli organi competenti a norma degli articoli 6 e 7, con ordinanze motivate e rese note al pubblico mediante i prescritti segnali”».

Casali puntualizza, inoltre, che «non è stata installata la segnaletica stradale, obbligatoria in questi casi, indicante tale chiusura. Lo stesso sindaco di Cavriago non era stato informato di questo immotivato provvedimento. Risulta che una delegazione di residenti di via Cantonazzo hanno avuto un incontro con il sindaco di Cavriago per esprimere la loro decisa contrarietà a questa improvvisa inopportuna chiusura. Risulta anche che nemmeno all’incrocio tra via Prati Vecchi e via Cantonazzo (nel territorio di Cavriago) non sia stata installata la segnaletica che indica che la strada per Codemondo sia chiusa».

Il comitato “Codemondo respira” nelle scorse settimana ha indetto una petizione che ha raccolto 1.491 sottoscrizioni: le firme sono state depositate in Comune a Reggio Emilia.

«Un’amministrazione comunale veramente democratica e trasparente – conclude Casali – non avrebbe mai emanato un provvedimento che provoca solo disagi e danni economici, senza un minimo di coinvolgimento e una preventiva comunicazione alla popolazione interessata». l



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