Crolla la tomba del partigiano
Cede la lapide di Paolo “Sertorio” Davoli. Sopralluogo della Digos. Si sospettava un atto vandalico, ma dalle indagini è risultato un fatto accidentale
Reggio Emilia Allarme per il cedimento del marmo che copriva la tomba del partigiano Paolo Davoli.
Inizialmente, infatti, sembrava che il marmo sbriciolato caduto copiosamente a terra, al cimitero di Cavazzoli, dov’è sepolto il partigiano, fosse frutto di un atto vandalico come altri avvenuti in concomitanza in città.
La Digos ha fatto un sopralluogo sul posto per verificare cosa fosse successo e, nell’eventualità, avviare tutte le indagini.
Dall’approfondimento è emerso che si è trattato di un cedimento della copertura in marmo della tomba, senza che le spoglie siano state intaccate.
Si è giunti alla conclusione, quindi, che non sia stato un atto vandalico a determinare lo sbriciolamento del marmo caduto a terra, bensì un cedimento accidentale della lapide.
Di recente, infatti, nel loculo erano state inserite le spoglie della figlia di Davoli, Paulette.
Sul posto, a Cavazzoli, insieme alla Digos è arrivato anche Alessandro Fontanesi, già segretario del Pci.
Nome di battaglia Sertorio, Davoli nacque a Cavazzoli il 2 settembre del 1900 e morì a Cadelbosco Sopra il 28 febbraio del 1945.
Con Angelo Zanti e Vittorio Saltini, Davoli fu uno dei principali organizzatori della Resistenza d’orientamento comunista. Subì persecuzioni dal fascismo. Espatriato in Francia, tornò a Reggio Emilia nel 1941. Due anni dopo ricevette il comando della Resistenza.
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