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Il lutto

L’addio al geriatra Giulio Pioli: «Un grande, mancherà tantissimo»

L’addio al geriatra Giulio Pioli: «Un grande, mancherà tantissimo»

Amici, familiari e colleghi ricordano il medico reggiano morto a 65 anni

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Reggio Emilia Amici, familiari, colleghi, il suo gruppo di infermieri e tutto lo staff della struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia del Santa Maria Nuova hanno dato l’ultimo saluto al dottor Giulio Pioli.

Il medico è stato stroncato prematuramente da un male incurabile. Da diversi anni era titolare della struttura semplice di Ortogeriatria dedicata al trattamento delle fratture di femore nei pazienti over 65 anni. La disponibilità e passione di Pioli erano tali che gli interventi del medico spesso si estendevano a molti pazienti con altre patologie ortopediche.

«L’attività di Giulio è stata molto apprezzata in campo internazionale – ricorda Paolo Falaschi, ex presidente della rete sulle fratture da fragilità (Ffn) –. Giulio, nella sua lungimiranza, è stato il fondatore e il forte stimolo alla diffusione dell’Ortogeriatria nel nostro Paese. La nascita della Società italiana di Ortogeriatria ha avuto in lui uno straordinario sostenitore. Non ha voluto essere il presidente fondatore convinto che l’impegno rappresentato dalla gestione del reparto non gli avrebbe consentito di assolvere l’incarico adeguatamente. Abbiamo perso una grande persona che ci mancherà tantissimo».

Cresciuto professionalmente a Genova, dove fonda uno dei primi reparti di Ortogeriatria italiani, il dottor Pioli giunge a Reggio nel 2008. Dal 2015 concentra la sua esperienza al servizio del paziente anziano con frattura di femore. Con caparbietà, profonda dedizione e risorse non sempre adeguate, struttura il progetto di Ortogeriatria presso il reparto di Ortopedia e Traumatologia diretto dal dottor Ettore Sabetta.

Contribuisce a un reparto di eccellenza della nostra Ausl in campo nazionale e internazionale con 22 letti e sale operatorie spesso attive 7 giorni su 7. La coordinatrice, Cristina Rimessi, ha creato e supportato una squadra di infermieri ad elevata specializzazione che hanno affiancato l’equipe medica.

La sua guida ha garantito ai pazienti assistenza pre e post operatoria di elevata qualità con metodologie avanzate di supporto post operatorio paragonabili, a tutti gli effetti, ad una degenza semi-intensiva. Instancabile anche l’attività ambulatoriale con centinaia di pazienti affetti da fragilità ossea seguiti ogni anno.

Parallelamente all’attività di clinico porta avanti quella di ricercatore, pubblicando 85 testi scientifici.

«Giulio è stato pioniere dell’Ortogeriatria», commenta David Marsh, presidente della Società mondiale di Ortogeriatria.

«Raramente ho incontrato uno spirito affine così potente – conclude Marsh – ed esprimo profonda riconoscenza per ogni consiglio che ho ricevuto da lui. Ci mancherà molto».

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