«Medici ospedalieri sul territorio per potenziare la prevenzione»
La richiesta del sindaco Malavasi: «Così più presidio territoriale»
Rio Saliceto «In questa fase dove non ci sono medici di base a sufficienza, e quelli che ci sono devono farsi carico di molti più pazienti rispetto al passato, bisogna puntare ancora di più sulla prevenzione. Ad esempio, un modo sarebbe quello di garantire la presenza sul territorio di medici ospedalieri, a cadenza periodica, per visitare le persone che soffrono di determinate patologie». Il sindaco di Rio Saliceto Lucio Malavasi torna sul tema della sanità, a pochi giorni dall’entrata in servizio del nuovo medico di base Roberto Lamberti.
In passato i medici di base a Rio Saliceto erano quattro, mentre ora sono tre. Questo vuol dire che ogni dottore ha un numero più elevato di pazienti in carico e meno tempo per determinate attività, ad esempio le visite a domicilio.
«In questo contesto il rinforzo del presidio territoriale deve avvenire con la prevenzione – dice il primo cittadino Malavasi – Per questo credo sarebbe importante fare un censimento dei malati che necessitano di controlli e poi garantire in certi giorni la presenza sul territorio del cardiologo, il nefrologo, ecc.».
Il Comune, in accordo con l’Ausl, ha messo in piedi altri progetti, di cui si è parlato nei giorni scorsi. Uno di questi, l’infermiera di comunità, che avrà collocazione nel poliambulatorio riese, è in dirittura d’arrivo: sarà di supporto alla popolazione del comune nella gestione della cronicità e nei progetti di prevenzione e promozione della salute, in collaborazione con i medici di base.
Il Comune vorrebbe inoltre che fosse riaperto il centro prelievi e che gli ambulatori fossero dotati di alcune strumentazioni diagnostiche.
Nei giorni scorsi l’assessora Nicoletta Manca, parlando dei progetti sul tavolo, aveva concluso in questo modo il suo intervento: «Siamo certamente in linea sul tema del rinforzo del presidio territoriale. Noi ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno ma, senza il supporto dell’Azienda sanitaria locale, della Regione Emilia-Romagna e del Ministero della Salute, rischiamo che alle parole non corrispondano i fatti e comprenderemmo bene la sfiducia e il disappunto dei nostri concittadini».
Il sindaco Malavasi garantisce che con l’Ausl c’è un dialogo proficuo, in particolare con la direttrice del distretto Morena Pellati. «Tutti concordano sul fatto che la medicina territoriale va potenziata». Ma nel quadro di difficoltà che la sanità sta vivendo, per una serie di fattori, non è sempre facile per gli amministratori spiegare ai cittadini perché certi servizi fatichino ad essere ripristinati o garantiti come in passato.
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