Oltre trecento reggiani a Roma: «Il governo Meloni tuteli la pace»
Oggi dalle 11 il “bis” in città dai Chiostri di San Pietro a piazza Prampolini
Reggio Emilia «Il fiume umano a Roma è la miglior messaggio possibile per non arrendersi al male della guerra». Il consigliere regionale di Emilia Romagna Coraggiosa Federico Amico sintetizza così la marcia per la pace tenutasi ieri a Roma.
Un evento da centomila persone, secondo gli organizzatori, a cui hanno partecipato oltre trecento cittadini. «È inaccettabile e pericolosa la deriva sulla minaccia nucleare a cui stiamo assistendo – tuona Amico, affiancato dall’ex vicepresidente della Regione (oggi deputata del Pd) Elly Schlein –, una normalità sbagliata a cui vogliamo opporre uno sforzo diplomatico straordinario per raggiungere rapidamente il cessate il fuoco».
Parole in sintonia con un altro reggiano, il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini. «Siamo a rischio che siano gli stessi uomini che mettono l’esistenza del genere umano sul pianeta in pericolo», avverte Landini dal palco capitolino di piazza San Giovanni.
Tra i reggiani sfilati nella Città Eterna Cristian Sesena, segretario provinciale della Cgil. «La guerra non può divenire elemento della fisiologia delle relazioni internazionali – riflette Sesena, rimarcando i numeri reggiani –. La pace al contrario deve essere una scelta strategica che convintamente si fa per risolvere le controversie tra Stati. Credo che il governo Meloni dovrà tenere conto di 100mila persone a Roma che chiedono che l’Italia giochi un ruolo per chiedere il disarmo immediato».
Il sindacato è tra le sigle promotrici dell’evento, a cui ha partecipato tra gli altri Coop Alleanza 3.0. «Non ci sono momenti più o meno opportuni per chiedere la pace, per augurarsela, per costruirla con tutta la nostra forza e volontà di esseri umani – sottolinea Mario Cifiello, presidente della cooperativa –. Ogni giorno di guerra è un giorno di troppo, infatti in un passato recente e amaro abbiamo permesso guerre in Europa che sono durate anni. Non possiamo e non vogliamo permetterlo più».
La cooperativa ha inserito la partecipazione alla marcia di ieri all’interno di una campagna di sostegno alla popolazione ucraina con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), Medici Senza Frontiere e Comunità di Sant’Egidio.
A livello nazionale, la campagna ha permesso di raccogliere a livello nazionale più di 1,2 milioni di euro, di cui mezzo milione stanziato dalle cooperative e il resto provento da donazioni.
Intanto, oggi a Reggio Emilia il movimento “Pane Pace Lavoro” proporrà alle 11 un corteo per chiedere lo stop alle armi. I manifestanti partiranno alle 11 da via Emilia di fronte ai Chiostri di San Pietro e si dirigeranno verso piazza Prampolini.
«Siamo chiamati a tornare all’essenziale – sottolineano gli organizzatori, presentando l’iniziativa odierna –; siamo chiamati a tornare a riscoprirci parte di una terra comune; siamo chiamati a lottare per i diritti autentici e umani e, respingendo la violenza, siamo chiamati a ricercare anzitutto la pace, che tanto manca in questo nostro tempo. Coraggio: non esiste il tempo del “me ne frego”, ma solo quello del “m’interessa”».
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