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Femminicidio di via Patti

Tre mesi di tempo per la perizia sull’assassino di Juana Cecilia

Tiziano Soresina
Tre mesi di tempo per la perizia sull’assassino di Juana Cecilia

 La difesa: «Elevata possibilità di un disturbo»

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Reggio Emilia Udienza-lampo ieri mattina, in Assise, dove si sta tenendo il processo al parmigiano 25enne Mirko Genco che ha ammazzato l’ex fidanzata Juana Cecilia Hazana Loayza, 34 anni, peruviana, madre di un bimbo di un anno e mezzo. La giovane – che aveva sporto due denunce per stalking – è stata uccisa nella notte tra il 20 e 21 novembre 2021 nel parco di via Patti: strangolata, stuprata, poi il taglio alla gola con il coltello che l’assassino era andato a prendere nell’appartamento di via Melato, dove dormivano la madre e il figlio di Cecilia. Genco, detenuto da allora per omicidio pluriaggravato e violenza sessuale aggravata, è reo confesso e rischia l’ergastolo.

Sulla scia di quanto deciso nell’udienza scorsa, è stato incaricato della perizia psichiatrica sull’imputato il professionista bolognese Renato Ariatti. A questo passaggio delicato del procedimento parteciperà anche il consulente (Giuseppe Cupello), nominato dall’avvocato difensore Alessandra Bonini. Le sei parti civili non hanno ancora deciso se nominare o meno un proprio consulente tecnico. Fra tre mesi si conoscerà in Assise l’esito della perizia psichiatrica. Nell’udienza del 28 ottobre scorso il consulente della difesa Cupello aveva parlato di «elevata possibilità che l’imputato sia affetto da un disturbo psichiatrico», sollecitando la Corte a disporre una perizia. Ed era stata subito battaglia. La difesa aveva colto la palla al balzo, l’accusa e le parti civili si erano opposte. La Corte, dopo 40 minuti di camera di consiglio, aveva accolto l’istanza difensiva e disposto la perizia psichiatrica. Sempre ieri mattina vi sono state anche delle produzioni dalle parti. La pm Maria Rita Pantani ha depositato degli atti relativi all’omicidio nel 2015 della madre di Genco e l’avvocato Federico De Belvis un articolo incentrato sull’autopsia alla donna uccisa. Mosse per sconfessare quanto detto, sul punto, dall’imputato. Mentre la difesa ha inoltrato alcune relazioni dei servizi sociali di Parma sull’infanzia di Genco e sulla sua famiglia.
 

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