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Alla sbarra per omicidio stradale: 50enne assolto con formula piena

Ambra Prati
Alla sbarra per omicidio stradale: 50enne assolto con formula piena

In via De Gasperi morì una 77enne. Una perizia l’ha scagionato

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Scandiano Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. Si è concluso così il processo per il reato di omicidio stradale che ha visto alla sbarra un automobilista oggi 50enne, residente in paese, che due anni fa ha travolto e ucciso la 77enne Eva Almonti mentre quest’ultima attraversava la strada portando a spasso il cagnolino. Del resto lo stesso pm Isabella Chiesi ha proposto l’assoluzione, dopo che una perizia d’ufficio ha svelato le condizioni non adeguate della strada.

L’incidente risale al 19 settembre 2020. Quel giorno, alle 20.20, Eva Almonti, una pensionata che abitava nei dintorni e che ogni sera aveva l’abitudine di portare il cane in un parco adiacente, aveva attraversato via De Gasperi (vicino alla Coop) fuori dalle strisce pedonali, presenti in quel punto. Proprio in quel momento una Nissan Qashqai, guidata da uno scandianese, aveva centrato la pedone, sbalzata a diversi metri di distanza. La pensionata era morta all’istante: all’arrivo dei carabinieri per la 77enne non c’era più nulla da fare. Mentre l’automobilista sotto choc aveva sostenuto di aver visto la donna solo all’ultimo minuto a causa della scarsa illuminazione, quando il cagnolino era entrato nel cono di luce dei fari della macchina.

I familiari della vittima, in particolare la figlia, non si sono costituiti parte civile perché hanno ottenuto un risarcimento dall’assicurazione, rinunciando a far parte del procedimento.

Il processo a carico del conducente si è giocato su una battaglia di consulenze: ne sono state redatte due, arrivate – come spesso accade in questi casi – a conclusioni opposte. La prima, della procura, ha attribuito al guidatore la responsabilità: pur constatando che l’utilitaria viaggiava ad una velocità ridotta (entro il limite dei 50 chilometri orari), la Nissan aveva pneumatici usurati, particolare che ha fatto indicare un «nesso eziologico con il verificarsi dell’incidente». Al contrario la consulenza della difesa, rimarcando che l’auto procedeva ai 35 chilometri orari, attribuiva alla zona buia il motivo dell’assenza di frenata.

Per superare l’impasse l’avvocato difensore dell’imputato, Antonio Sarzi Amadè, ha chiesto e ottenuto un rito abbreviato condizionato all’affidamento di una perizia d’ufficio “super partes”: una scelta azzeccata. Difatti il perito ha stabilito che il lampione in quel punto era rotto, mancava la segnaletica verticale e le strisce pedonali sull’asfalto (del resto non usate dalla pedone) erano talmente consunte da non essere visibili: ininfluenti gli pneumatici dell’auto. Vedendo smontato il quadro accusatorio ieri il pm Chiesi ha proposto l’assoluzione, sancita dal gip Luca Ramponi.

«La sentenza è motivo di sollievo per l’imputato e di soddisfazione per il sottoscritto. È stata ristabilita la verità dei fatti – ha commentato l’avvocato Sarzi Amadè – Da notare che il perito ha basato la sua valutazione sulle foto scattate sul posto all’epoca, perché dopo il tragico incidente si è provveduto a sostituire il lampione rotto e a ripristinare le condizioni ottimali di via De Gasperi».

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