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Daniele Franci ai domiciliari

Ambra Prati
Daniele Franci ai domiciliari

Arrestato il 28 luglio scorso, il 44enne guru del teatro scarcerato dopo tre mesi. È accusato di violenza sessuale pluriaggravata dopo le rivelazioni choc di ex allievi

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Reggio Emilia È tornato a casa, agli arresti domiciliari, Daniele Franci, 44 anni, l’ex direttore artistico di Etoile, il centro teatrale europeo con sede a Pieve Modolena che attira studenti da tutta Italia e che oggi viene guidato da un direttivo rinnovato. Dopo tre mesi di detenzione – a seguito della richiesta degli avvocati codifensori Mariasilvia Grisanti ed Ercole Cavarretta, che hanno atteso nel formulare una dettagliata documentazione – il gip Dario De Luca ha concesso al regista (incensurato) un alleggerimento della misura personale, scattata la scorsa estate quando è emerso lo scandalo delle attenzioni morbose e degli abusi sessuali su una decina di ex allievi, tutti maschi, alcuni all’epoca minorenni. Nell’inchiesta in corso – non siamo ancora all’avviso di chiusura indagini – il guru del teatro deve rispondere di violenza sessuale pluriaggravata (dall’età delle vittime, dall’inferiorità psicologica e dalla relazione di docente) per episodi di diversa gradazione, che vanno da toccamenti a rapporti con strangolamenti simulati.

Franci, correggese residente in città, direttore artistico, regista, fotografo di scena, esperto di didattica teatrale, è stato il pilastro del centro che ha fondato e l’uomo delle pubbliche relazioni, stimato dalle amministrazioni e dagli istituti superiori con i quali collaborava.

La vicenda – che ha diviso l’opinione pubblica in innocentisti e colpevolisti – è emersa il 28 luglio, quando Franci è stato arrestato dai carabinieri e portato nel carcere di Modena. Sapeva già di essere indagato (era al corrente di un’unica denuncia) perché in precedenza aveva subito una perquisizione domiciliare con il sequestro di cellulare, computer e tutto il materiale informatico. Eppure ha continuato a lavorare a contatto con i giovani, nei summer camp, fino al 24 luglio. In sede di convalida, l’arrestato si è chiuso nel silenzio; una strategia suggerita dai legali, non ancora al corrente delle carte in mano alla procura. In realtà l’inchiesta dell’Arma è partita nell’aprile scorso, al momento della prima denuncia da parte di un 22enne residente in provincia, che ha alloggiato e lavorato per un anno nella villa in via Fratelli Cervi come stagista. Gli accertamenti dei carabinieri hanno portato a rintracciare e a convocare in caserma, come persone informate sui fatti, parecchi ex compagni: alcuni hanno via via denunciato spontaneamente le violenze subite, altri invece, che non si erano fatti avanti, hanno fornito la loro versione. I presunti abusi sarebbero stati compiuti tra il 2016 e l’estate 2021, a Pieve ma anche in tournée fuori regione.

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