Il Nobel ai reggiani: «Educare bene avvantaggia la comunità»
Heckman e la Carta di Fondazione Reggio Children
Reggio Emilia «Pensiamo davvero alla comprensione di quante diverse abilità le persone abbiano». Il Premio Nobel James Heckman ripercorre la lezione di Loris Malaguzzi nel Centro che porta il nome dell’educatore reggiano.
Il Nobel per l’Economia 2000 è intervenuto ieri in collegamento da remoto in occasione della presentazione della Carta “Educazione di qualità, una sfida globale” curata dalla Fondazione Reggio Children.
«I programmi di un’educazione di qualità nella prima infanzia fanno di quei bambini adulti più autonomi e capaci – ha sottolineato Heckman, docente di Economia all’Università di Chicago – e i benefici si mostrano persino sulle seconde generazioni». Inoltre, per Heckman «un euro investito su un bambino è un vantaggio per la società perché rende il 13 per cento».
La presidente di Fondazione Reggio Children, Carla Rinaldi, e l’assessore all’Educazione Raffaella Curioni, hanno garantito che lo stesso Heckman (ieri in collegamento video) «sarà a Reggio Emilia nel prossimi mesi». Sono intervenuti anche il sindaco Luca Vecchi (anch’egli da remoto), il vicepresidente dell’istituto Piepoli Livio Gigliuto, il presidente della Fondazione Manodori Romano Sassatelli, Filippo Rodriguez (Enel Cuore), Arianna Saulini (Save the Children), Harold Göthson, (del consiglio di amministrazione di Fondazione Reggio Children e uno degli estensori della Carta, il senatore del Partito democratico Graziano Delrio.
Rinaldi ha illustrato i punti principali della Carta promossa dalla Fondazione per poi sostenere che «serve un cambiamento culturale e che il primo passo è riconoscere l’infanzia come soggetto di diritti, politico e sociale». Inoltre, la presidente ha aggiunto che «La Carta inizia il suo viaggio per promuovere un cambiamento culturale: il riconoscimento che l’infanzia merita, come soggetto politico e sociale e che l’educazione è la risposta, soprattutto nelle tante emergenze che colpiscono per primi i bambini».
Nel suo intervento il professor Göthson ha invece sottolineato come la «Carta sia uno strumento per le alleanze e la partecipazione per unire il pensiero locale e quello internazionale, democrazia ed educazione».
Lo stesso Göthson ha evidenziato «il profondo legame che esiste tra democrazia ed educazione e la relazione in essere con le emergenze come il nomadismo crescente, la crisi climatica e sanitaria» e rimarcato come sussista «la necessità di una nuova dichiarazione di interdipendenza tra gli esseri del pianeta e di una nuova cittadinanza ecologica e democratica».
Delrio ha introdotto l’intervento del Premio Nobel, sostenendo che «l’educazione di qualità è soprattutto una sfida della politica perché le persone siano cittadini più consapevoli». In seguito, la scena è stata tutta del professor James Heckman.
Il Premio Nobel è partito dall’approccio al problema che ha avuto Loris Malaguzzi, ovvero «quello di pensare davvero alla comprensione di quante diverse abilità le persone abbiano».
A conclusione del suo intervento il professor Heckman ha ripreso la nota teoria sui benefici economici e a lungo termine per una società che investe sull’educazione della prima infanzia. «Come scienziato sociale ed economista sostengo che quando diamo un valore monetario all’educazione di qualità della prima infanzia – ha specificato il Premio Nobel – non svalutiamo i bambini, ma scopriamo che ogni euro investito in un bambino all'età di zero anni in un programma per la prima infanzia di qualità, sarà ripagato a un tasso del 13 per cento all'anno per tutta la vita e come si ottengano cittadini che si impegnano gli uni con gli altri e per il proprio Paese».
Infine, Curioni ha ripreso parte del saluto del sindaco reggiano e richiamato la necessità di «ripartire dalle fragilità per ricostruire comunità più aperte, con una Carta che sarà un importante strumento per promuovere questi obiettivi sociali ed educativi».
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