La monoposto ibrida di Unimore presentata al Palazzo dei Musei
Esposta una carena della vettura per ricordare il fisico bibbianese Venturi
Reggio Emilia Unimore punta sull’ibrido e corre verso il futuro partendo dal passato “a chilometro zero”.
Fino al prossimo 29 gennaio il Palazzo dei Musei ospiterà la mostra dedicata all’effetto Venturi. Il fenomeno scoperto dal fisico bibbianese Giovanbattista Venturi morto due secoli fa è entrato alla ribalta nella stagione 2022 di Formula Uno con un nome diverso: effetto suolo.
Un elemento indagato sia dai grandi costruttori con il cosiddetto “saltellamento” o porpoising sia dagli studenti del MoRe Modena Racing. La scuderia dell’ateneo di Modena e Reggio Emilia ha ottenuto risultati di prestigio internazionale ai campionati di Formula Student con tre diverse squadre: Combustion, Driverless e Hybrid.
La terza ha debuttato nel 2018 a Silverstone, la pista inglese in cui nacque la Formula Uno nel 1950. Unimore può vantare il primo prototipo “ibrido” tra le vetture che competono nella Formula destinata agli studenti universitari, ingegneri e non.
Gli studenti sono talmente grati allo scienziato del nostro territorio da organizzare con i Musei civici la mostra ospitata nel Palazzo di via Spallanzani 1.
Domenica scorsa è stata esposta la vettura Hybrid progettata e realizzata dagli studenti. Fino alla fine della mostra sarà esibita una carena della vettura che ha calcato nel 2021 la pista italiana di Varano. Il lancio con la monoposto è stato pubblicato domenica su YouTube.
«La vettura Hybrid è l’ultima che abbiamo realizzato – introduce l’ex team leader Gianmarco Carbonieri – e partecipa al campionato internazionale di Formula Student, aperto a tutte le università del mondo».
Oltre duecento studenti Unimore partecipano alle varie fasi dalla progettazione alla realizzazione fino alle gare su pista. «Abbiamo scadenze strette, un budget limitato, sponsor che ci forniscono tutte le attrezzature che ci servono – prosegue Carbonieri – e ci chiedono risultati degni del contributo. L’università ci fornisce laboratori, conoscenze e tempo dei professori. Abbiamo anche altri finanziatori privati».
L’ex team leader mostra come l’effetto Venturi si applica in elementi tipicamente aerodinamici della monoposto quali gli alettoni, a cui si lega l’ala mobile o “Drs”, acronimo inglese per indicare il sistema di riduzione della resistenza aerodinamica.
Carbonieri mostra anche un pannello informativo della mostra. La logica alla base dell’effetto suolo? «Minima pressione, massima velocità», sintetizza Carbonieri.
Un concetto fondamentale per le vetture di Formula Uno, sport a cui ambiscono di arrivare numerosi componenti della squadra Unimore a più livelli.
Del team Hybrid dell’ateneo di Modena e Reggio Emilia fanno parte otto divisioni, di cui la prima rappresenta la facoltà.
Seguono sette gruppi: “telaio e struttura”, “power unit”, “elettronica”, “aerodinamica”, “dinamica del veicolo”, “costi e produzione”, “business e marketing”.
Ognuno contribuisce con i propri talenti alla vettura che passa da zero a cento chilometri orari in tre secondi, ammirata a Palazzo dei Musei in occasione della mostra per ricordare il fisico nato a Bibbiano e morto a Reggio Emilia due secoli fa.
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