Gazzetta di Reggio

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Caso Franci

Quattro giovani in tribunale, il primo racconta per due ore

Quattro giovani in tribunale, il primo racconta per due ore

Le audizioni protette, alla presenza dell’indagato, sono avvenute dietro un paravento

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Reggio Emilia Il teatro era il suo sogno e Franci era il rappresentante di quel mondo. Ha parlato per oltre due ore il primo giovane che ha avuto il coraggio di denunciare i presunti abusi. Una deposizione lunga e sofferta, durante la quale il 22enne – prima stagista poi assistente personale di Daniele Franci –, a tratti emozionato, ha chiesto di fare una pausa per bere un bicchiere d’acqua. Nonostante il contesto per lui inusuale, il reggiano ha confermato quelle convocazioni nello studio di Daniele Franci e quelle pratiche sessuali estreme che ha sperimentato sulla propria pelle.

È iniziato ieri in tribunale, davanti al gip Dario De Luca, l’incidente probatorio del procedimento per violenza sessuale pluriaggravata a carico di Daniele Franci. L’incidente anticipa il dibattimento cristallizzando l’assunzione delle prove: il pm Valentina Salvi ha voluto ascoltare le presunte vittime in un’audizione protetta, alla quale ha presenziato lo stesso Franci. Per evitare interferenze negli sguardi tra il dichiarante e il direttore artistico e per la delicatezza dei temi trattati, i ragazzi hanno deposto protetti da un paravento. In programma l’audizione di sette giovani, oggi tutti maggiorenni (all’epoca un paio erano minori), che sono rimasti in attesa per ore nel cortile del palazzo di giustizia; ma ieri c’è stato tempo solo per quattro deposizioni, visto che la prima si è protratta per oltre due ore.

Il primo a essere ascoltato è stato il reggiano che, con la sua denuncia, ha dato il “la” all’indagine, poi allargatasi a macchia d’olio. Il giovane ha raccontato la felicità provata quando gli è stato offerto il lavoro e dell’ascendente di Franci; un rapporto diventato ben presto di amore-odio quando dalla seduzione e dalla convinzione di essere il prescelto il disagio per le convocazioni notturne è diventato macroscopico. Il giovane si è poi confidato con numerosi coetanei, prima di lasciare la villa e trovare il coraggio di denunciare l’accaduto.

«Il mio assistito ha confermato i fatti riportati nella denuncia iniziale – ha dichiarato l’avvocato Maria Vittoria Marceddu –. Nonostante qualche momento di tensione, ha ripercorso gli episodi senza tentennamenti».

Poi è stata la volta di altri due ex allievi, residenti fuori provincia, tutelati dall’avvocato Margherita La Francesca di Novara (che ne tutela sei in totale): l’audizione di uno di questi, all’epoca minore, è stata dettagliata nel ricostruire le circostanze.

Il quarto giovane sentito è stato un ballerino pugliese, di stanza a Bologna, approdato a Reggio per un percorso teatrale aggiuntivo.

«Il mio assistito ha riferito di due episodi del 2018: in particolare dopo una serata il ballerino si è spaventato e ha lasciato il centro – ha detto l’avvocato Massimo Tarquinio del foro di Taranto, che tutela un alto ex allievo –. Il clima generale della seduta è stato sereno, contrariamente a quanto ci si sarebbe potuti aspettare: i giovani hanno risposto con tranquillità alle domande, confermando nel nostro caso il racconto reso. Siamo soddisfatti dell’udienza e fiduciosi nella giustizia».

L’incidente probatorio si protrarrà fino alla prossima settimana. Per poter ascoltare con la dovuta calma tutti e dieci i giovani, il gip De Luca ha calendarizzato altre due date: venerdì 11 novembre e lunedì 14 novembre.

In quei giorni saranno ascoltati gli altri sei giovani rimanenti, alla presenza dei loro legali Margherita La Francesca, Massimo Tarquinio e Marco Scarpati.

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