«Forze dell’ordine encomiabili. La politica deve dare risposte»
Bertolini (comitato viale IV Novembre): «Si vive nella decadenza»
Reggio Emilia «Il lavoro delle forze dell’ordine è encomiabile. Il controllo della zona non può però essere affidato soltanto a loro».
Federica Bertolini è la referente del comitato viale IV Novembre e un volto storico di piazzale Marconi. «La mia famiglia è qui da oltre ottant’anni», rivendica con orgoglio Bertolini.
Eppure, l’esponente del comitato non esclude di doversi lasciare alle spalle la zona della stazione. «Il cittadino le prova tutte, ma se poi non trova riscontro...», recrimina Bertolini, alzando le braccia.
La sua sollecitazione è rivolta in primis all’amministrazione comunale, a cui lei assicura di aver inviato «mail tradizionali e messaggi di posta elettronica certificata tutti gli anni».
Le segnalazioni sono molteplici. Bertolini descrive le fessure che sarebbero utilizzate come nascondigli per lo spaccio. «La droga è dappertutto – afferma l’esponente –. Per settimane prima dei concerti si sono viste decine di spacciatori e la gente che consuma droga ha anche quindici anni».
Indica i portici di viale IV novembre e denuncia: «È uno spazio a uso pubblico, non può essere trasformato in un orinatoio».
Ripercorre il rogo consumato domenica sera nei pressi della stazione, in un angolo alle spalle delle Poste, e identifica ben più di un’emergenza. «Molte volte ho chiesto alle forze dell’ordine di controllare i luoghi in cui la gente abita e si scalda in modo “fantasioso” con le bombole gpl – aggiunge Bertolini –. Rischiamo tutti quanti la vita. Non tutti hanno la pompa di calore per scaldarsi. C’è chi ha le bombole delle cantine e vive anche nelle stesse cantine».
L’esponente del comitato precisa di non criticare i tutori della legge. «I cittadini disperati continuano a chiamare le forze dell’ordine che passano in zona – attesta Bertolini –. I farabutti però li vedono, si fanno un giro e poi tornano sotto i portici».
La critica è soprattutto politica. «L’amministrazione avrebbe avuto la possibilità di creare un quartiere multietnico – garantisce Bertolini –, nel quale non ci sarebbe stata una deregulation. Invece per tanti anni la nostra zona è stata terra di nessuno».
Il termine inglese indica un’assenza di regole. L’esponente del comitato prosegue dunque con gli esempi. «Dalle parti della stazione c’è un’atmosfera depressa e decadente – analizza Bertolini – perché non ci sono forze nuove. Mancano coppie di persone, italiane e straniere, che vivono la zona. Anche con il comitato siamo in pochi. Ci sono anziani che ci credono e cercano di mantenere il quartiere in modo vigoroso. Mancano gli investitori che creano attività nuove, come possono essere un forno, una piadineria, una pizzeria. Resta così una situazione nella quale le persone alla sera fanno fatica a uscire e hanno anche paura a portare fuori il cane».
Bertolini anticipa nuovi incontri con esponenti dell’amministrazione comunale dopo quelli svolti negli ultimi anni. Inoltre, lancia un appello ad ampio raggio per il rilancio.
«Servono fantasia, tante idee e la volontà di cittadini, proprietari di immobili e amministratori», la ricetta suggerita dall’esponente del comitato viale IV Novembre.
Le critiche rivolte all’amministrazione non si limitano alla zona di via Turri e dintorni. In particolare, aver puntato sull’alta velocità lontano dalla stazione centrale rappresenta per Bertolini «l’errore più grande».
Allo stesso tempo, l’esponente del comitato auspica un maggiore coinvolgimento dei giovani. «Gli studenti sono una grande risorsa – aggiunge Bertolini –, proprio come lo skate park».
L’esponente del comitato ricorda i sigilli posti per sequestrare appartamenti in via Paradisi ormai più di tre anni e mezzo fa per presunti casi di prostituzione. «Quando siamo tornati nel nostro studio era pieno di prostitute, anche minorenni», garantisce Bertolini.
La soluzione per l’esponente del comitato esiste: «Per ottenere la legalità bisogna far valere la legge, che devono essere per tutti».
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