I residenti di via Plauto insorgono: «Cinque antenne nel nostro quartiere»
I cittadini contro l’amministrazione dopo il rinnovo del permesso per la stazione radio base di via Romania
Reggio Emilia Il via libera alla quinta antenna nel quartiere di via Plauto fa infuriare i residenti.
Il comitato insorge dopo la decisione del Comune di rinnovare la concessione per la stazione radio base di via Romania per altri nove anni. I cittadini si chiedono «perché il Comune non abbia utilizzato sempre quell’area, di sua proprietà, per la collocazione delle nuove antenne. Si poteva, infatti, occupare un unico palo e posizionare lì i ripetitori dei diversi gestori». Entrando nel dettaglio, nel quartiere di via Plauto esistevano già due antenne: una in via Fratelli Cervi, di più gestori, l’altra in via Romania, occupata da Tim.
In settembre sono state installate due nuove antenne nel quartiere: una in via Cafiero (Iliad) e una in via Dorso (Wind). La quinta sarà in via Plauto 1/a. I cittadini hanno agito in più sedi, fino al difensore civico.
«Se venisse realizzata anche la stazione radio base di via Plauto, il quartiere avrebbe ben cinque antenne in un’area di un chilometro», attacca il comitato, che lo scorso ottobre ha presentato un’istanza di autotutela per chiedere al Comune di annullare o revocare l’autorizzazione all’installazione dell’antenna di via Plauto. Questo, visto il «cospicuo numero di stazioni radio base nel quartiere. Si è inoltre evidenziato, nella stessa sede – proseguono i cittadini – che con la presenza di quattro antenne nel vicinato sono ampiamente soddisfatte le esigenze di pubblico servizio. E occorre, inoltre, evitare un sovraffollamento di antenne, onde garantire il rispetto dei principi di precauzione e minimizzazione, riconosciuti e perseguiti sia in ambito nazionale che comunitario, oltre che a livello locale, con il regolamento comunale per l’installazione e l’esercizio degli impianti di telefonia mobile. L’azione amministrativa nel concedere l’autorizzazione alla realizzazione di una ulteriore stazione radio base, oltretutto di Iliad, gestore che ne ha installata un’altra nelle vicinanze, ha violato i principi di minimizzazione dell’esposizione, di cautela e di precauzione. Il Comune – puntualizza il comitato – deve privilegiare le soluzioni di utilizzo plurimo della medesima struttura, per evitare di disseminare per il territorio le stazioni radio base».
«All’istanza di autotutela il Comune non ha risposto, così – rimarca il comitato – abbiamo fatto ricorso al difensore civico regionale che ha chiesto che il Comune fornisca un riscontro alla nostra istanza, dando conto della valutazione sulla localizzazione dell’impianto, tenuto conto della necessità di raccordare le esigenze urbanistiche con quelle di minimizzazione dell’impatto elettromagnetico».
