Multata l’auto di un disabile: «Scriverò al prefetto Rolli»
Alla Mediopadana stalli gialli occupati, lui parcheggia nei blu
Reggio Emilia «Quale norma prevale? Il codice della strada o un’ordinanza del Comune di Reggio Emilia?».
A porre la questione è Luca Bulgarelli, imprenditore di Novi di Modena che ha lasciato l’auto in sosta alla stazione Mediopadana. Bulgarelli assicura di aver posteggiato la vettura al parcheggio P3, gestito da Reggio Parcheggi. Dal sito internet si apprende ci sono 115 posti auto nell’area, definita “ad alta rotazione” per la posizione vicino alla stazione.
«Ce ne sono appena cinque per persone diversamente abili – recrimina l’imprenditore – ed erano tutti occupati. Abbiamo dunque lasciato l’auto nelle strisce blu, confidenti che non sarebbe arrivata la multa».
Bulgarelli spiega di aver parcheggiato il 30 ottobre e aver ripreso l’auto il primo novembre scorso, trovando due verbali per divieto di sosta. «Non mi era mai capitato nulla del genere – rimarca l’imprenditore –. Quando parcheggio nelle strisce blu in altri posti, tra cui in altre zone di Reggio Emilia, non prendo la multa» .
Il sito di Reggio Parcheggi non lascia spazi a dubbi: «Non sono previste deroghe al pagamento della sosta», si legge prima di una sottolineatura: «Il pagamento deve essere effettuato quindi anche per i veicoli a servizio di persone portatrici di handicap (l’esposizione del contrassegno Cude non esonera dal pagamento)».
Il “Cude” è il contrassegno unificato disabili europeo, caratterizzato dalle stelle dell’Unione Europea e dal simbolo di una persona in sedia a rotelle.
«I veicoli a servizio di persone in possesso di permesso Cude potranno sostare gratuitamente solo negli stalli a loro riservati – si sottolinea ancora nel sito – il cui numero verrà incrementato rispetto all’attuale dotazione».
Il tema era stato oggetto di dibattito politico nel luglio 2019, in cui era stato annunciato un incremento di sei stalli. Allora il Comune rispose con una nota, in cui si legge: «A Reggio Emilia, attraverso una concessione comunale, le persone disabili che non trovano posto nelle piazzole-auto loro riservate, possono parcheggiare liberamente e gratuitamente nelle piazzole a strisce blu, anche se la legge attuale non lo prevederebbe e infatti ciò non avviene in diverse altre città. Ciò non è previsto per le strisce blu del parcheggio della Mediopadana, in quanto appunto è necessario conciliare e assicurare anche altre finalità, legate alla tipicità del parcheggio».
Nel frattempo, è cambiata la legge. Il decreto legge Infrastrutture (121/2001) ha modificato l’articolo 188 del codice della strada. Con la nuova norma (comma 3 bis) si stabilisce che «ai veicoli al servizio di persone con disabilità, titolari del contrassegno speciale, è consentito sostare gratuitamente nelle aree di sosta o parcheggio a pagamento, qualora risultino già occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati».
Proprio come sarebbe accaduto all’imprenditore modenese. «Non sono abituato a fare contestazioni e polemiche nei confronti delle autorità, sono un uomo d’impresa e bado alla concretezza delle cose – precisa Bulgarelli –. Dopo aver appreso con amarezza che ero stato multato per ben due volte, ho scritto al Comando di polizia locale e alla Protezione civile di Reggio Emilia per fare presente la mia condizione. Mi è stato risposto che vige una ordinanza comunale che non deroga la sosta ai possessori del cartellino invalidi negli stalli a pagamento. Sono amareggiato e ora mi rivolgerò all’autorità prefettizia».
L’ampliamento dei parcheggi alla stazione Mediopadana è stato previsto nel Piano urbano della mobilità sostenibile, la cui relazione è del marzo 2019. Nel giugno dello stesso anno il Comune reggiano ha inviato una nota in cui anticipava la posizione di Reggio Parcheggi, rimasta invariata sul sito.
La normativa italiana è però cambiata e il codice della strada prevale a livello nazionale sulle singole disposizioni locali. Dal Comune di Reggio Emilia fanno sapere che il cittadino può attivare uno o due canali per far valere i propri diritti: il ricorso al prefetto (o al giudice di pace) e il ricorso in autotutela presso lo stesso Comando della polizia locale, passando dall’ufficio verbali.
L’intenzione manifestata da Bulgarelli è quella di seguire la prima strada. «Mi rivolgerò al prefetto – anticipa al telefono l’imprenditore modenese – dopo che la mia richiesta via posta elettronica certificata è stata respinta dal Comando della polizia locale di Reggio Emilia».
Bulgarelli sottolinea infine che la sua opposizione alla multa prescinde l’entità della sanzione. «Stiamo parlando di sessanta euro – conclude l’imprenditore – per cui non avrei problemi a pagare la multa».
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