Tornano i medici "no vax"
La cabina di regia dell'Emilia Romagna: mascherine obbligatorie, stiano lontano dai pazienti fragili
Reggio Emilia Mascherine obbligatorie e impieghi a distanza dai pazienti fragili. Ecco alcune novità previste per il reintegro del personale sanitario “no vax”.
Le aziende sanitarie dovranno effettuare una attenta valutazione delle attività a cui saranno adibiti gli operatori sanitari non vaccinati e reintegrati per effetto delle scelte del governo, evitando che siano collocati in reparti in cui vi siano pazienti prevalentemente affetti da patologie che riducono in maniera significativa le difese immunitarie. In più, per il loro reintegro si dovrà mantenere l’obbligo dell’utilizzo rigoroso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e il rispetto delle norme igienico comportamentali.
Sono alcune delle indicazioni emerse dalla riunione della cabina di regia Covid della Regione Emilia-Romagna per il reintegro degli operatori sanitari che si sono sottratti all’obbligo di vaccinazione anti-Covid, come stabilito dal ministero della Salute lo scorso 31 ottobre.
Le indicazioni sono contenute in un documento che la direzione generale dell’assessorato regionale alle Politiche per la salute sta per inviare alle aziende sanitarie e agli altri enti e organismi della sanità pubblica e privata dell’Emilia-Romagna. Inoltre, le aziende sanitarie dovranno mantenere in essere per tutti gli operatori «i programmi di screening previsti e potranno valutare in rapporto a situazioni specifiche, come l’insorgenza di focolai tra pazienti e operatori, l’adozione di ulteriori misure di prevenzione».
«La scelta antiscientifica, non basata sull’evidence base prevention del rifiuto alla vaccinazione ha quindi riguardato una esigua parte di sanitari – si legge ancora nel documento messo a punto dalla cabina di regia –, che niente modifica riguardo al successo ed all’efficacia della campagna vaccinale. La vaccinazione risulta tuttora un presidio sanitario imprescindibile per la tutela della salute pubblica ed in particolar modo per i soggetti più fragili».
Un tema, quello del reintegro del personale sanitario no-vax, trattato ieri anche in Assemblea legislativa dall’assessore alla sanità Raffaele Donini, che ha risposto a un’interrogazione della consigliera reggiana Stefania Bondavalli (Gruppo Bonaccini Presidente).
«Una notizia importante per la tutela della salute dei malati più fragili – commenta Bondavalli – e dunque più esposti al rischio di un eventuale contagio, così come di quella degli altri operatori sanitari. Mi unisco, inoltre, all’assessore nel ringraziare nuovamente i sanitari che, sottoponendosi alla vaccinazione, l’unico nostro alleato in questi anni di pandemia, hanno proseguito il loro lavoro al fianco dei malati, al servizio di tutti».
In Emilia-Romagna sono complessivamente 467 gli operatori della sanità non vaccinati, ovvero lo 0,64 per cento del personale dipendente al 31 ottobre. In particolare, di questi 166 sono infermieri, 88 gli operatori socio-sanitari, 14 i medici dipendenti delle aziende, 21 quelli di medicina convenzionata.
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