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Rubati 120mila euro al portavalori: la pm chiede 3 anni per 2 vigilantes

Tiziano Soresina
Rubati 120mila euro al portavalori: la pm chiede 3 anni per 2 vigilantes

Cavriago, nel mirino i dipendenti di un’azienda specializzata di Vicenza

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Cavriago Sono trascorsi quasi 11 anni da quel 31 dicembre 2011 quando sparirono numerose mazzette da 50 euro – per complessivi 120mila euro – durante un trasporto-valori piuttosto articolato (tre le regioni attraversate, cioè Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia) che per conto delle Ferrovie dello Stato oltrepassava il mezzo milione di euro.

Nel mirino della Procura – il fascicolo fa capo alla pm Giulia Stignani – sono finiti tre dipendenti di un’azienda vicentina specializzata nel trasporto-valori. A processo infatti per furto pluriaggravato tre guardie giurate lombarde: un 68enne che vive a Milano, un 59enne residente a Rho (Milano) e un 53enne di Garbagnate (Milano). Un trasporto particolarmente controllato, eppure tutti quei soldi sparirono. Per la Procura il furto avvenne durante la sosta a Cavriago nella sede di Coopservice (la cooperativa non c’entra però nulla, ndr). Secondo la ricostruzione fatta ieri in aula dall’accusa, i soldi erano stati presi da un plico con un sigillo inserito all’interno di una cassa trasportata sul camion portavalori. Vennero rotti i sigilli apposti sia sulla cassa che sul plico. Il trasporto da Vicenza fece tappa a Bologna e lì il mezzo venne preso in consegna dai tre imputati. E a Cavriago il 68enne, portato in altezza attraverso la pedana dai complici, era entrato nel cassone del camion e lì prelevava un voluminoso involucro contenente il denaro. Poi veniva fatto scendere sulla stessa pedana, insieme a una cassa voluminosa che lo copriva dalla ripresa delle telecamere. «L’unico momento in cui il denaro non era controllato dalle telecamere – rimarca la pm – avviene quando l’equipaggio fa sosta alla Coopservice, dove gli imputati devono scaricare materiale e proseguire per Milano. Sulle buste col denato vengono messi due sigilli, di cui il secondo ha una linguetta: se si solleva questa, il plico non può essere rinchiuso. La guardia giurata di Milano però non si accorge che manca il secondo sigillo. Grazie all’assenza della linguetta le buste si potevano aprire e chiudere: ecco perché venne fatto il furto. È vero che la cassa, durante lo spostamento, fu danneggiata e il sigillo sostituito. E che non c’è corrispondenza con quello usato in partenza, ma era un sigillo integro. Dalle immagini si vede il 68enne salire sul blindato e starci dentro 3 minuti per un’operazione che richiede pochi secondi». Requisitoria chiusasi con la richiesta di assoluzione per il 59enne («Non si vede mai nelle manovre») e la condanna a 3 anni di reclusione e 600 euro di multa per gli altri due imputati. La replica – nell’arringa difensiva – dell’avvocatessa Federica Ghesini è tesa a chiedere l’assoluzione per i suoi assistiti, mettendo in evidenza diverse anomalie in quel trasporto: «A Vicenza viene rotto un sigillo, ma manca l’annotazione sulla sua sostituzione e a Bologna, quando si consegna il materiale all’equipaggio diretto a Bologna, nessuno si accorge che la cassa ha un sigillo diverso da quello originale. Poi dalle riprese a Cavriago, il 68enne ha qualcosa in mano, ma non si capisce se sia un foglio o una busta. Anche a Milano, chi prende la cassa non si accorge dell’assenza dei sigilli. Qui si sarebbe dovuto mostrare i sigilli e le buste alle telecamere per valutare i codici, ma non è accaduto».

Il giudice Silvia Semprini intende valutare i filmati di Cavriago, da qui la decisione di rinviare l’emissione della sentenza alla prossima udienza.l


 

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