Crisi e boom dei mercatini. «Si cerca l’affare a un euro»
Tra i banchi alla Polveriera centinaia di clienti a caccia di occasioni. I venditori: «La gente vuole soprattutto capi d’abbigliamento pesanti»
Reggio Emilia «I clienti qui cercano di tutto, ma lo vogliono pagare poco. Tutto quello che costa più di un euro, diventa oggetto di contrattazione».
Il mercatino del riuso alla Polveriera è un’occasione molto attesa per fare affari da parte di clienti di tutti i tipi. I parcheggi vicini traboccano di auto e la gente, assiepata davanti alle bancarelle, cerca di portare a casa pentole, vestiti, scarpe e oggetti per piccole lavorazioni artigianali.
«Vendo di tutto e sono presente a tutti i mercatini – spiega Antonio Verolla, uno degli espositori, mentre sistema i capi d’abbigliamento appesi negli stand di fianco alla cassa –. Le famiglie hanno bisogno di tutto ma di spendere poco. Non ce la fanno a campare, altrimenti: questa è la verità. Cercano spesso oggetti metallici che servono per fare lavoretti o riparazioni. Ad esempio, alcune parti metalliche si possono rivelare utili per sostenere mobiletti oppure mensole. O, ancora, le chiavi da svitare servono per svolgere interventi di manutenzione alle biciclette. Oppure per dotare di rotelle certi mobiletti».
«Il materiale da vendere me lo procurano le nonne che mi affidano le loro cose da buttare in discarica, noi, invece, diamo nuova vita alle cose – aggiunge Verolla –. La merce riciclata è la migliore: non inquina, è perfettamente in linea con le tendenze attuali».
L’ambulante nota un aumento dei clienti che cercano l’occasione tra i banchi. «C’è un incremento negli acquisti al mercatino dei ricicli – spiega –. La gente compra più roba usata. Prima si vendeva il 20 per cento della merce, adesso il 50 in più. Qui la merce costa da uno a 10 euro. Anche se qui c’è meno gente che al “Volo”».
Nella corsia parallela occhieggiano gli abiti e gli accessori messi in vendita dalle sorelle gemelle Michela e Morena Giovinazzo. «Le persone comprano e cercano di più qui da noi – dicono –. Prima erano alla ricerca, soprattutto, di oggetti casalinghi. Adesso, invece, vengono a caccia di vestiario e scarpe, in particolare capispalla, che solitamente in negozio costano di più».
Oscar Zambelli vende abbigliamento e pone l’accento sull’attenzione al prezzo prestata dagli acquirenti. «Di gente qui ne viene, ma in certi casi un euro è già di più di quanto sono disposti a spendere. Se il prezzo lievita a 15 euro, poi, diventa quasi impossibile vendere. I potenziali clienti rinunciano all’acquisto».
Zambelli coglie l’occasione per rivolgere una critica alle regole d’accesso al mercatino del riuso. «Possibile che per esporre e vendere a un mercatino come questo si debba avere una tessera, andare in Comune e fare il protocollo, per poi dover attendere addirittura trenta giorni per ottenere l’autorizzazione?».
Cristian Ligabue arriva da Scandiano ed entra nel dettaglio del tipo di clientela che frequenta il suo banco. «I clienti sono sempre quelli – racconta Ligabue –. Per la maggior parte si tratta di stranieri alla ricerca di scarpe, vestiti, ma anche oggettistica come pentole e piatti. Molte cose vengono spedite nel Paese d’origine. Si tenta di conquistare l’affare a un euro, soprattutto».
Una tendenza confermata dai clienti. Tra le corsie del mercatino si incontrano soprattutto famiglie con bimbi piccoli.
«Veniamo qui perché ormai, tra le bollette con cifre stratosferiche e le altre spese per mandare avanti la casa, non rimangono più molti soldi da spendere – racconta un padre –. Scegliamo quei capi che non riusciamo ad acquistare nei negozi perché costano tanto. A volte, qui, si trovano occasioni: vestiti che sembrano nuovi, che invece costano come vestiti usati».
Una giovane originaria dell’est sta rovistando tra le calzature in vendita.
«Sto sempre attenta a queste occasioni perché qui si concludono i migliori affari – dice –. Vivere da sola non è semplice, i costi sono alle stelle. Abito in affitto e non tutti i mesi posso permettermi spese extra rispetto al pagamento delle bollette. Quello che rimane è sempre poco, così per comprare vengo qui o vado agli altri mercatini dove l’occasione, per fortuna, non manca mai».
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