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Trenino, libri e tavolini: così il piccolo Youssef immagina i giardini

Elisa Pederzoli
Trenino, libri e tavolini: così il piccolo Youssef immagina i giardini

Dopo la pulizia, un progetto da consegnare al Comune

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Reggio Emilia Un progetto per il Parco del Popolo qualcuno se lo è immaginato e ci sta anche “lavorando”. È il piccolo Youssef, 6 anni, che già si era fatto notare per aver ripulito insieme a Veronica Prampolini l’area dei giochi, invasa da cicche e cartacce. Un’iniziativa che è diventata germoglio di altre preziose idee. Quelle che potrebbe trasformare il giardino del centro storico in un vero parco di quartiere, un luogo da vivere, dove incontrarsi e stare insieme.

«Frequentando il parco, Youssef mi aveva detto come le cose si sarebbero potute migliorare. E così, abbiamo iniziato quel giorno a ripulirlo. E siccome poi ha questa grande passione a progettare e costruire, ho detto: facciamo un libro delle idee che ci vengono e poi lo consegneremo al Comune» racconta Veronica.

E le idee sono davvero tante e persino semplici: a riprova del fatto che non ci vorrebbe poi molto a trasformare il parco più bello di Reggio Emilia, il più antico e quello a cui i reggiani sono più legati, davvero nel parco di una comunità che qui si ritrova.

«Intanto, il trenino a cui anche io sono legata da ricordi di infanzia – rilancia Veronica – è fermo da anni ormai e senza che si sappia quale sarà il suo destino. Anche Youssef chiede che venga ridato ai bambini. E poi, l’area giochi: perché deve rimanere confinata dentro ai binari del treno? Perché non si può allargare oltre, così che i bambini possano viverlo anche in altri spazi?».

Come? Ecco che idee sono venute a Youssef e Veronica: «L’installazione di tavolini bassi affinché i bambini si possano ritrovare a disegnare insieme, oppure a organizzare in quelle sedute anche dei corsi di disegno, dei momenti di lettura – va avanti –. Perché non organizzare mercatini per i bambini, domeniche con gli asini dell’Asineria di Massimo Montanari?».

Veronica Prampolini si è anche immaginata uno spazio, magari un gazebo, in cui i bambini con le loro famiglie possano organizzare feste di compleanno.

«Magari con un calendario in cui segnarsi e poi il vicino chiosco diventa prezioso alleato di questa idea – aggiunge –. E poi abbiamo pensato a uno spazio libri, per il bookcrossing».

Ma l’immaginazione non è legata solamente al mondo dei piccoli. Il Parco del Popolo può, e dovrebbe, essere un punto di riferimento anche per gli sportivi e chi ama muoversi all’aria aperta. Lo sono tanti parchi cittadini, anche a Reggio Emilia. «Si potrebbe creare uno spazio con istallazioni fitness», dice.

Insomma. Le idee non mancano. Arrivano da un bambino di sei anni, ma anche da una cittadina a cui sta a cuore il polmone verde del centro storico di Reggio.

Già con la prima iniziativa, nata così per gioco e con grande spontaneità, le reazioni c’erano state.

«Abbiamo ricevuto tante chiamate – conferma Veronica –. Da Legambiente a Iren. Dal titolare di Kompan, Stefano Landi, che è anche un papà, e si occupa delle installazioni dei giochi, negli spazi verdi. Queste, sono datate, hanno credo ormai 17 anni».

Non appena il progetto fatto di tavole e disegni sarà pronto, verrà consegnato al Comune. Affinché un sogno non resti sulla carta. Affinché il Parco del Popolo possa diventare quello che in potenza è già: il cuore verde della città storica, con alberi centenari maestosi e spazi che hanno solo bisogno di riempirsi ancor più di iniziative e momenti di condivisione. E di togliersi di dosso il pregiudizio.

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