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Al Rosebud va in pensione Ero Incerti, lo storico proiezionista

Alice Benatti
Al Rosebud va in pensione Ero Incerti, lo storico proiezionista

Dopo 25 anni di appassionato servizio, il cinema saluta uno dei suoi pilastri

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Reggio Emilia Era l’autunno del 1997 quando Ero Incerti, già proiezionista al cinema Al Corso, cominciò a lavorare al Rosebud. Un mestiere nascosto per natura il suo ma essenziale per la vita del cinema, iniziato tra rulli e pellicole e finito nell’era digitale. «Un mestiere bellissimo anche se di grande sacrificio», come ha spiegato lui stesso in un video pubblicato nel marzo 2021. Dopo 25 anni di appassionato servizio, il cinema Rosebud saluta uno dei suoi pilastri: da oggi lo storico proiezionista è infatti in pensione. «Lunedi 14 novembre 2022 è una data che ricorderemo: oggi è l'ultimo giorno di lavoro per Ero», si poteva leggere ieri mattina sulla Facebook del cinema, che in serata ha voluto rendere omaggio al mitico dipendente prima con un aperitivo poi con la proiezione di “The Great Buster”, film che omaggia Buster Keaton, autore molto amato da Ero. «Perché non sempre i proiezionisti sono dei cultori del cinema ma lui lo è sempre stato», come sottolineano dal Rosebud, anche se Incerti per umiltà preferisce definirsi un appassionato. Dal modo in cui il cinema ieri ha voluto salutarlo e ringraziarlo «per tutti questi intensi anni», lì mancherà a tutti. E a lui mancherà la sua seconda casa. «Fa parte della mia vita – confidava nel 2021 in una piccola intervista realizzata dal Rosebud per condurre il pubblico tra i segreti della professione del proiezionista – mi riconosco negli spazi, nei movimenti, nelle storie, nelle relazioni con le persone che vengono al cinema. Facevo piccole riparazioni come idraulico quando ho deciso di iniziare uno stage da proiezionista al cinema Al Corso e allora si lavorava ancora in pellicole, con le macchine semiautomatiche. Quando nell’autunno del 1997 al Rosebud l’operatore di allora è andato in pensione, ho deciso di partecipare al un bando ma ci ho pensato un attimo prima di accettare il lavoro perché è bellissimo ma anche di grandissimo sacrificio». Sacrifici che in tutti questi anni hanno però trovato compensazione nell’amore per il suo mestiere e nelle relazioni umane che si sono intrecciate con la vita del cinema. Dalla redazione della Gazzetta i migliori auguri per il futuro.
 

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