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La Casa Arcobaleno è pronta Un rifugio per le persone Lgbtqia+

Roberto Fontanili
La Casa Arcobaleno è pronta Un rifugio per le persone Lgbtqia+

Domenica alle 17 l’inaugurazione con una festa al circolo Arci Gardenia

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Reggio Emilia «Sarà un rifugio sicuro dove accogliere le persone Lgbtqia+ in fuga da situazioni familiari o sociali di rifiuto e talvolta di violenza. Un luogo dove intraprendere un percorso per rientrare in famiglia o costruirsi un autonomo progetto di vita. Perché è facile, molto facile, finire sulla strada, ma è difficile uscirne».

Il presidente di Arcigay Gioconda, Alberto Nicolini, da poco referente nazionale dell’associazione per i migranti Lgbtqia+, ha presentato così, ieri in municipio, non senza emozione, la nascita a Reggio di una Casa Arcobaleno.

Sono solo una decina le strutture in Italia (per circa 80 posti letto) che accolgono le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans che intendono intraprendere un percorso di reinserimento sociale. La nuova Casa Arcobaleno che sarà intitolata allo scrittore correggese Pier Vittorio Tondelli, aprirà i battenti il prossimo 20 novembre – sempre che Enel nel frattempo effettui l’allacciamento atteso da un mese – e sarà lo spazio sicuro e protetto appositamente creato da Arcigay Gioconda, in collaborazione con il Comune di Reggio e Acer per favorire il reinserimento sociale di queste persone. «Già ora – ha spiegato Alberto Nicolini – sono cinque le persone in lista di attesa, con l’équipe di volontari di Arcigay che li assisterà nel loro percorso». La struttura potrà ospitare fino a quattro persone (due in accoglienza emergenziale di due settimane e due in accoglienza a medio termine della durata di 6-9 mesi) ed è situata nel quartiere Gardenia, nelle vicinanze della sede di Arcigay Gioconda.

Le persone Lgbtqia+ troveranno nella nuova Casa Arcobaleno non solo un luogo in grado di rispondere ai bisogni primari immediati, ma anche un supporto legale e psicologico e un percorso di accompagnamento alla fruizione della rete dei servizi della città.

«Il progetto Casa Arcobaleno è completamente gestito su base volontaria dall’Arcigay reggiano», hanno sottolineato il sindaco e gli assessori Lanfranco De Franco e Annalisa Rabitti, ed è nato, ha chiarito Nicolin “per rispondere a richieste immediate per l’accompagnamento e la mediazione con la famiglia di origine e favorirne il rientro, o per costruire un percorso di autonomia laddove il rientro non sia possibile».

Per accedere alla Casa sarà necessario contattare Arcigay Gioconda e, dopo una serie di colloqui con gli operatori. gli ospiti dovranno firmare un accordo che delinea il percorso da seguire e le regole del servizio. Per presentare «un progetto diventato realtà, passando – come ha aggiunto Nicolini – dalla protesta all’azione concreta» e per festeggiare l’apertura della Casa, domenica 20 novembre alle 17 al Circolo Arci Gardenia è in programma l’evento: “Un tè per la Casa Arcobaleno” e uno spettacolo teatrale “L’Arcobaleno Oppresso”.

Tutto il ricavato (ingresso 10 euro) verrà devoluto al progetto che non ha avuto alcun finanziamento pubblico. La Casa Arcobaleno, ha poi concluso il presidente di Acer Marco Corradi, “è situata in un appartamento concesso da Acer in comodato d’uso per persone fragili della durata di tre anni”. La struttura sarà autogestita da Arcigay grazie alle donazioni raccolte da centinaia di reggiani e pari a circa 25mila euro, a cui va aggiunto il contributo di 2mila euro della Cgil reggiana che anche ha sottoscritto una lettera di intenti sul tema delle discriminazioni sul lavoro e sui diritti. 
 

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