Aggredito e ridotto in fin di vita fuori dal Rockville, arrestati un 21enne e un 18enne
Svolta nelle indagini del brutale episodio della notte del 9 ottobre scorso. Giuseppe Checchia, modenese di 19 anni, era finito ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale di Baggiovara
Castellarano Un 18enne di Castellarano e un 21enne di Sassuolo sono stati arrestati dai carabinieri questa mattina per concorso in tentato omicidio aggravato. Sarebbero loro, secondo le risultanze investigative, i responsabili della brutale aggressione al 19enne di Modena, Giuseppe Checchia, la notte del 9 ottobre scorso, all’esterno del Rockville. Il giovane era finito in fin di vita all’ospedale Baggiovara per le conseguenze dei traumi subiti, in particolare un colpo alla testa con un grosso sasso.
L’arresto è stato disposto in via cautelare dalla procura di Reggio Emilia che sulla vicenda aveva aperto un fascicolo.
Quella notte, Checchia, colpito con un pugno al volto e con un sasso alla testa, dopo essere crollato a terra, era stato preso a calci riportando lesioni gravissime tanto da rischiare di perdere la vita. A salvarlo il tempestivo trasporto del giovane in ospedale da parte di suoi due amici e l’altrettanto tempestivo intervento dei medici.
Alle prime ore di questa mattina i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Castelnovo Monti, con i militari della stazione di Castellarano, con i quali nella fase esecutiva hanno collaborato anche i colleghi di Sassuolo (Mo), sotto il costante coordinamento della Procura reggiana, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, hanno arrestato i due presunti autori del pestaggio.
Al riguardo la Procura di Reggio Emilia - titolare delle indagini il sostituto procuratore Maria Rita Pantani - condividendo con le risultanze investigative dei carabinieri, ha richiesto, e ottenuto dal gip del locale tribunale, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei due sospettati.
I FATTI
Alle 5.50 del 9 ottobre scorso, la centrale operativa della compagnia carabinieri di Castelnovo Monti veniva informata, dai colleghi di Sassuolo, che presso l’ospedale Civile locale si trovava il giovane con ferite alla testa le cui condizioni apparivano da subito gravissime. Checchia era stato condotto in ospedale da suoi due amici i quali inizialmente avevano raccontato che il ferito si era procurato le gravi lesioni, cadendo da una bicicletta, con la quale si sarebbe recato alla discoteca Rockville di Castellarano.
Tuttavia la stessa vittima, prima che le sue condizioni si aggravassero, aveva riferito ai medici di essere stato picchiato da sconosciuti presso la stessa discoteca. Il personale medico confermava subito le gravissime condizioni del giovane che aveva riportato fratture multiple alla scatola cranica con conseguente emorragia cerebrale.
Tanto che si era reso necessario anche un immediato trasferimento presso l’ospedale “Baggiovara” di Modena, dove poi Checchia era stato sottoposto, con urgenza, a un intervento chirurgico con ricovero in prognosi riservata per “emorragia subdurale opera terzi”.
LE INDAGINI
Le prime indagini condotte dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Castelnovo Monti hanno poi consentito di accertare, anche attraverso la testimonianza del fratello della vittima, che Checchia era stato aggredito nell’area antistante al locale Rockville e che era stato colpito con un sasso alla testa.
L’importanza della testimonianza, nella fase embrionale delle indagini, ha consentito di dare una chiara qualificazione giuridica a quello che inizialmente era stato riferito come un evento accidentale, essendo di fatto il prodotto di un’azione delittuosa a opera di terzi.
I carabinieri hanno quindi eseguito un minuzioso sopralluogo presso l’area interna ed esterna della discoteca Rockville per poi sequestrare tutti i supporti magnetici afferenti alle immagini dell’impianto di videosorveglianza dell’interno e dell’esterno della discoteca, con il fine di acquisire elementi sia in ordine alla dinamica dei fatti che delle persone coinvolte a qualsiasi titolo. La ricostruzione investigativa è stata resa possibile da attività tecniche, escussione di numerose testimonianze, analisi dei filmati sia di videosorveglianza del locale che quelle di lettura targhe comunali.
Attraverso una minuziosa attività di comparazione le indagini hanno portato a identificare numerosi giovani e a trovare anche conferme in ordine alle ipotesi investigative e alla dinamica dei fatti, grazie anche a una testimonianza che forniva una registrazioni video: nel filmano risultava che il 19enne era stata colpita da un grande sasso delle dimensioni di circa 15/20 cm di lunghezza e 15 di altezza.
Ricostruita quindi l’intera vicenda i militari sono arrivati anche al movente. La vittima aveva avuto un diverbio, sorto poco prima all’interno della discoteca, con il 21enne oggi indagato che aveva portato i due ragazzi e i rispettivi gruppi di amici (di Modena quello di Checchia e di Sassuolo quello degli indagati) a essere sbattuti fuori dal locale.
Il grave epilogo si era poi consumato all’esterno, esattamente in prossimità del parcheggio, dove Checchia con un suo amico si erano fermati ad aspettare l’auto con la quale avrebbero dovuto rincasare. Qui il 19enne è stato raggiunto in primis da un pugno al volto sferratogli, stando alle indagini, dal 18enne, e poi è stato colpito, con un sasso al volto, dal 21enne.
Finito a terra gli aggressori hanno proseguito a colpirlo con dei calci. Poi la fuga dei due con il restante gruppo di ragazzi mentre i due amici di Checchia soccorrevano il 19enne portandolo in ospedale.
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