Caso Saman: «Ora prendano la madre, quella notte accompagnò la figlia verso l’ignoto»
La legale Iannuccelli dell’associazione Penelope, che sarà parte civile al processo
Novellara «È una notizia molto importante. Ci aspettiamo però che al processo ci sia anche la mamma, che dal punto di vista della nostra associazione rappresenta la figura più incredibile, perché solitamente noi siamo vicini alle mamme che si svegliano ogni mattina chiedendosi dove sono finiti i loro figli. Invece, in questo caso, c’è un video che mostra una mamma che accompagna la figlia Saman verso l’ignoto». L’avvocata Barbara Iannuccelli, rappresenta l’associazione Penelope, che dal 2007 opera al fianco delle famiglie che fanno i conti con la scomparsa dei loro familiari.
La onlus ha ottenuto di potersi costituire parte civile nel processo, «dove saremo la famiglia di Saman, visto che la sua è alla sbarra per omicidio».
Fatta questa premessa, la penalista Iannuccelli spiega perché la presenza in aula del padre (e si spera della madre) sarebbe molto importante.
«Il nostro Codice di procedura penale prevede che l’assenza dell’imputato possa anche condurre alla sospensione del dibattimento per una serie di meccanismi di tutela degli imputati. La legge prevede infatti la conoscenza e la conoscibilità degli atti. Un processo senza imputati in aula espone al rischio di eccezioni e problemi di notifiche, che possono comportare delle conseguenze. Se tutte le persone saranno in aula il 10 febbraio, non sarà prestato il fianco ad alcuna eccezione e si resterà concentrati soltanto su quello che conta di più: l’accertamento della verità».
Gli inquirenti hanno raccolto una serie di pesanti indizi contro il clan familiare. Ma resta che il corpo di Saman Abbas non è mai stato trovato. «Sarà un processo complesso come lo sono tutti quelli per omicidio. Ogni processo è indiziario, a meno che ci sia un video che mostra una persona che commette il reato. Dunque si tratterà, come sempre, di un puzzle da ricostruire. Ma, almeno, a queste consuete difficoltà non si aggiungerà anche l’assenza degli imputati».
L’avvocata Barbara Iannuccelli spera che la vicenda processuale possa rappresentata uno spartiacque da diversi punti di vista. «Sarebbe importante che ci fosse un prima e un dopo Saman. Molte cose devono cambiare, anche all’interno della comunità pakistana. Ora vediamo cosa accadrà con l’estradizione, visto che non esiste un accordo bilaterale con l’Italia. L’ipotesi è quella di un’estradizione di cortesia».
Conclude: «Nel 2016 il Pakistan ha cambiato il Codice penale in materia di delitti d’onore. Non c’è occasione migliore per dimostrare la loro buona volontà nella lotta contro questi crimini di cui restano vittime le donne».
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