Reggio Emilia festeggia 25 anni di Unimore con il presidente della Repubblica
Mattarella ospite d’onore al Valli per l’apertura dell’anno accademico
Reggio Emilia Era il 7 gennaio 2017 quando Sergio Mattarella venne nella nostra città per dare lustro con la sua partecipazione alla celebrazione del 220esimo anniversario del Primo Tricolore. Grazie alla sua rielezione, quasi sei anni dopo potrà ritornare a Reggio, sempre nella veste di presidente della Repubblica, per presenziare all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Modena e Reggio, nata come “studium” modenese 847 anni or sono, nel 1175, e trasformata un quarto di secolo fa, nel 1998, in ateneo a rete con sedi in entrambe le città.
La solenne cerimonia si terrà il primo dicembre al teatro Valli che, per la sua capienza e per la dignità dell’ospite è stato preferito al teatro Ariosto. Vi si potrà accedere solo su invito.
Alle 11 interverrà il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. Seguirà la relazione del rettore Carlo Adolfo Porro. Successivamente prenderanno la parola il presidente della Conferenza degli Studenti, Filippo Calandra Bonaura, e il presidente della Consulta del Personale tecnico amministrativo, Giacomo Guaraldi. La prolusione sarà pronunciata dal rettore emerito Carlo Cipolli, che verso la fine del suo mandato, durato dal 1993 al 1999, ha inaugurato la sede reggiana di Unimore. Quindi Porro dichiarerà ufficialmente aperto l’847esimo anno accademico.
«Siamo onorati – dichiara il rettore in carica – che il presidente della Repubblica abbia accolto il nostro invito a prendere parte all’inaugurazione. Questo momento solenne scandisce da sempre la vita istituzionale del nostro ateneo e riafferma l’alta attenzione nei confronti di studentesse e studenti, del corpo docente, del personale tecnico amministrativo e del tessuto territoriale. La presenza tra noi del presidente Mattarella, oltre che motivo di incommensurabile gioia, saprà essere testimonianza fondamentale e preziosa del garante della nostra Costituzione, verso cui tutta la nazione nutre i sentimenti di massima stima ed immensa gratitudine».
Unimore brilla per l’efficacia della formazione, che è alla base dell’aumento delle iscrizioni, soprattutto nei dipartimenti insediati a Reggio Emilia, e del successo professionale dei suoi ex-studenti. Tuttavia le difficoltà che l’Italia e l’Europa stanno affrontando non risparmiano il mondo accademico, che si propone di superarle con un’attenta programmazione.
«Siamo ben consapevoli e orgogliosi – sottolinea Porro – dei nostri punti di forza, ma come ateneo abbiamo deciso di concentrare il nostro impegno anche sulle criticità, puntando, pur in un periodo pieno di incognite, a investire risorse in settori strategici per lo sviluppo della nostra università».
«Il piano strategico – precisa il rettore – prevede il reclutamento di nuovi docenti, ricercatori, tecnici-amministrativi e collaboratori esperti linguistici, lo sviluppo e il risanamento del nostro patrimonio edilizio nel segno del risparmio energetico, l’approvazione e l’implementazione del Bilancio di genere e delle Linee guida sulla sostenibilità. Sono solo alcuni dei grandi obiettivi che ci eravamo posti e che, con l’approvazione negli organi accademici, oggi stanno trovando piena attuazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
