Arrestati per tentato omicidio
Hanno 18 e 21 anni: contro di loro le immagini della videosorveglianza nel parcheggio di Castellarano
Castellarano Uno, il più giovane, gli ha sferrato il primo pugno, l’altro lo ha colpito al volto con un grosso sasso, di una quindicina di centimetri di diametro, provocando a Giuseppe Checchia gravissime lesioni alla testa, tanto che il 19enne è rimasto in coma, lottando tra la vita e la morte, per ben 17 giorni.
Questo secondo le conclusioni tratte dall’analisi e dalla comparazione di decine di frame registrati anche dalle telecamere della discoteca Rockville, davanti alla quale si è consumata, la notte tra l’8 e il 9 ottobre, la brutale aggressione che ha ridotto in fin di vita il modenese di 19 anni.
Per quella aggressione, con l’accusa di concorso in tentato omicidio aggravato, ieri mattina, sono stati arrestati, in via cautelare, dai carabinieri del Norm di Castelnovo Monti, coadiuvati da quelli di Castellarano e, nella fase esecutiva, dai colleghi di Sassuolo, un 18enne castellaranese e l’amico sassolese di 21 anni.
La ricostruzione investigativa è stata resa possibile da attività tecniche, escussione di numerose testimonianze – tanti i giovani identificati –, analisi dei filmati sia di videosorveglianza del locale che quelle di lettura targhe comunali, a cui si è aggiunto quello filmato da un giovane al momento dell’aggressione.
Il 18enne risulta disoccupato, mentre il 21enne lavora come operaio: figli di famiglie di ceto medio, hanno già al loro attivo piccoli precedenti legati a reati contro la persona e il patrimonio.
Nulla, però, che potesse fare presagire lo scoppio di una tale insensata violenza: su Checchia si sono accaniti anche dopo che era finito a terra, colpito con il sasso.
Per di più per ritorsione, come hanno avuto modo di verificare i carabinieri, dopo un litigio avvenuto per futili motivi all’interno del locale tra Checchia e il 21enne sassolese.
Forse una spinta, una gomitata, che ha acceso gli animi al punto che gli stessi gestori del Rockville, a un certo punto, hanno messo alla porta i ragazzi, sia gli aggressori con la loro cerchia di amici del Sassolese, sia Checchia e i suoi compagni, tutti del Modenese.
È stato subito dopo, vicino al parcheggio del Rockville, che Checchia e un suo amico, in attesa dell’auto per il rientro, sono stati avvicinati e aggrediti. Sul 19enne la violenza peggiore. Poi gli aggressori erano fuggiti.
Il giovane era finito all’ospedale Baggiovara, dove era stato operato d’urgenza a causa di un’emorragia cerebrale e delle fratture multiple al cranio. Poi il ricovero, in prognosi riservata, per “emorragia subdurale opera di terzi”.
A salvarlo solo la tempestività dell’intervento prima degli amici che lo avevano caricato in auto e portato all’ospedale di Sassuolo – da dove poi era stato subito dopo trasferito a causa della gravità dei traumi – poi degli stessi medici.
L’arresto, richiesto e ottenuto dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani che cura le indagini, è avvenuto sotto il coordinamento della Procura reggiana, diretta dal Calogero Gaetano Paci.
I carabinieri reggiani erano intervenuti subito dopo i fatti, quando, alle 5.50 del 9 ottobre, erano stati informati dai colleghi di Sassuolo che, presso l’ospedale Civile locale, si trovava il giovane con ferite gravissime. All’inizio gli amici avevano raccontato che si era procurato le gravi lesioni, cadendo da una bici mentre si stava recando al Rockville.
Lo stesso Checchia però, prima di perdere conoscenza, aveva raccontato ai medici di essere stato picchiato fuori dalla discoteca. È stato poi il fratello ad aggiungere altri importanti tasselli riferendo dell’aggressione davanti al Rockville e del colpo alla testa con un sasso. Fatto poi confermato dal video privato acquisito dai militari.
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