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Ballano in discoteca e la molesta: un 31enne condannato a due anni

Ambra Prati
Ballano in discoteca e la molesta: un 31enne condannato a due anni

 La ragazza, all’epoca 17enne, ha raccontato in aula la violenza

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Boretto Mentre stava ballando alla disco estiva di Lido Po a Boretto una ragazza residente nella Bassa, all’epoca di 17 anni, ha subìto un gesto di pesante violenza: un giovane, abitante in un altro Comune della Bassa, le ha infilato la mano nelle mutande. Ieri, dopo un processo lampo che si è risolto in due udienze, Abid Hussain, pakistano di 31 anni, è stato condannato a due anni (pena sospesa) per il reato di violenza sessuale (di lieve entità) e a una provvisionale nei confronti della parte civile di 5mila euro.

I fatti risalgono al giorno di Ferragosto dell’anno scorso, quando la ragazza si trovava in nel locale con delle amiche. Poco prima quel giovane le aveva fatto pesanti apprezzamenti, che lei non aveva gradito: tant’è che si era allontanata. Poco dopo, mentre la giovanissima si trovava in pista insieme alle amiche, il 31enne alle sue spalle «con un rapido gesto costringeva la minore a subìre atti sessuali, consistite nel far passare le sue braccia tra quelle della vittima» e, passando sotto il vestito, nel «raggiungere la zona inguinale» con la mano. Il padre della 17enne, appreso l’accaduto, si era recato a sporgere denuncia e il 31enne è finito alla sbarra per violenza sessuale.

Ieri dopo che la ragazza, costituitasi parte civile e tutelata dall’avvocato Domenico Noris Bucchi, ha testimoniato in aula, ripercorrendo l’episodio con sofferenza, e si è passati subito alla discussione. Il pm Maria Rita Pantani (nella foto) ha dichiarato: «Nessun dubbio sul fatto che il soggetto indicato sia stato riconosciuto nell’immediatezza dalla parte offesa, dalle amiche e dai presenti. Non si è trattato di un atto fuori contesto: il giovane l’aveva già molestata. E, anche se l’imputato è incensurato, non si è mai presentato in aula e le sue scuse sono state, come ha raccontato la parte offesa, un’occasione per rinnovare le avances. Perciò a mio avviso non vanno concesse le attenuanti generiche: chiedo una condanna a due anni e un mese». «La parte offesa è pienamente attendibile e il reato è provato – ha fatto eco l’avvocato Bucchi – Mi riporto alle conclusioni dell’accusa». L’avvocato difensore Andrea Cantoni, del Foro di Parma, ha sostenuto l’assoluzione del suo cliente assente: «I due si conoscono, frequentano lo stesso bar, stavano ballando. Il gesto, nella mente dell’imputato, doveva essere un approccio ludico».

Il collegio dei giudici (presidente Cristina Beretti, a latere Giovanni Ghini e Silvia Semprini), dopo essersi ritirato in camera di consiglio, ha emesso la sentenza, che tiene conto che è il fatto è stato riconosciuto di lieve entità: due anni (pena sospesa) e una provvisionale di 5mila euro per la parte civile, che si è allontanata accompagnata dalle amiche. Soddisfatto il legale Bucchi: «Per la giovane, oggi diciottenne, l’accaduto è stato pesante dal punto di vista psicologico».

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