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Tangenti sui fondi post sisma, tra gli arrestati c’è Giuseppe Todaro di Reggiolo

Serena Arbizzi
Tangenti sui fondi post sisma, tra gli arrestati c’è Giuseppe Todaro di Reggiolo

L’architetto, nipote del boss cutrese Antonio Dragone, per anni è stato il tecnico istruttore dei comuni colpiti dal terremoto del 2012 nel "cratere" del Mantovano

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Reggio Emilia  Una tangente del 3 per cento del contributo elargito per opere legate alla ricostruzione dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia nel 2012, per garantire di vedere la propria pratica passare davanti alle altre e con aumenti dello stesso contributo.

È una delle accuse con cui è finito in carcere Giuseppe Todaro, 36 anni residente a Reggiolo, nipote dello storico boss cutrese Antonio Dragone, ucciso con raffiche di kalashnikov nel 2004. Ed è solo la punta dell’iceberg quella che ruota intorno alla figura centrale, Giuseppe Todaro, appunto, dell’inchiesta Sisma, diretta e coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Brescia, svolta dai carabinieri del Comando provinciale di Mantova. Un nuovo duro colpo inferto alla criminalità organizzata e, al tempo, stesso l’ulteriore prova di quanto i tentacoli della ’ndrangheta siano consolidati da decenni sul nostro territorio e, nel caso di quest’indagine, abbiano attinto a piene mani dai fondi erogati dopo la tragedia del sisma, costato vite umane e danni incalcolabili.

Diciassette gli indagati, fra imprenditori, protagonisti del mondo bancario, architetti e ingegneri, ritenuti resonsabii, a vario titolo, di concussione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, intestazione fittizia di società, aggravati dalle finalità mafiosa, per aver agevolato la cosca Dragone di Cutro. Dieci le misure cautelari emesse dal gip di Brescia, a fronte delle undici richieste. Decine le perquisizioni presso le abitazioni e gli studi tecnici eseguite da carabinieri e guardia di finanza.

In carcere sono finiti: Giuseppe Todaro, nato a Crotone, residente a Reggiolo; il padre Raffaele Todaro, 60 anni, nato a Cutro, residente a Peschiera del Garda; Rossano Genta, 66 anni, nato e residente a Ostiglia, nel Mantovano; Felice D’Errico, 57 anni, nato a Villa di Briano, Caserta e residente a Mirandola; Giuseppe Di Fraia, 55 anni, nato a Casaluce, Caserta, residente a Poggio Rusco.

Ai domiciliari sono finiti, invece: Pierangelo Zermani, 65 anni, nato e residente a Medesano, Parma; Monica Bianchini, 58 anni, nata e residente a Ostiglia; Antonio Guerriero, 48 anni, nato a Napoli e residente a Mantova; Enrico Ferretti, 47 anni, nato a Reggio Emilia e residente a Guastalla; Carlo Formigoni, 72 anni, nato e residente a Revere, nel Mantovano. Tra i diciassette indagati, due sono di Castelnovo Sotto, nei guai per fatture inesistenti, a favore della Bondeno srls, riconducibile ai Todaro. A carico degli indagati è stato disposto anche il sequestro delle società intestate in modo fittizio, dei conti correnti, di beni mobili e immobili per 2 milioni, frutto dei reati contestati.

Il procedimento inizia da un esposto il 31 gennaio 2020 dalla struttura commissariale per l’emergenza e la ricostruzione dei territori lombardi”. Con l’esposto un geometra ha rese note le condotte illecite o abusive tenute dall’architetto Giuseppe Todaro nelle vesti di tecnico aggiuntivo esterno nei comuni lombardi di Magnacavallo, Poggio Rusco, Felonica, Borgo Mantovano e Sermide, in provincia di Mantova. In particolare, vengono segnalate, come si legge nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari, indebite interferenze del pubblico ufficiale, per favorire l’individuazione delle imprese esecutrici dei lavori privati ammesse ai finanziamenti pubblici società edili, come la Bondeno srls.

Lo stesso geometra aveva evidenziato la gestione di una fitta rete di società, alcune delle quali escluse dalla white liste, per pericoli di infiltrazioni della criminalità organizzata di origine calabrese. Da questo è scaturita una serrata attività di indagine, composta anche da una meticolosa attività di intercettazione che ha consentito di riscontrare le accuse e ha fatto emergere nuovi episodi di corruzione. 

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