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I dati Istat

Il paniere diventa ancora più costoso: forti aumenti per olio, burro e vegetali

Gabriele Farina
Il paniere diventa ancora più costoso: forti aumenti per olio, burro e vegetali

Alla cassa il mese scorso pagato un 12,5% aggiuntivo rispetto all’ottobre 2021

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Reggio Emilia Oli alimentari diversi dai tradizionali, burro e vegetali coltivati per frutti. Ecco i generi alimentari che fanno registrare negli ultimi dodici mesi i rincari più elevati.

A rilevarlo è l’Istat, che su scala nazionale ha stilato l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic). Posto 100 il prezzo di un prodotto (o di una categoria di prodotti) nel 2015, gli studiosi fanno segnare mensilmente aumenti o diminuzioni dello stesso genere.

Analizziamo nel dettaglio i generi alimentari su scala nazionale. Gli oli alimentari diversi dai tradizionali sono cresciuti di 64,8 punti (quasi due terzi) dall’ottobre 2021 al mese scorso.

Costa quasi la metà in più un panetto di burro, per cui si registra un incremento di 48,5 punti. Superano gli aumenti di un terzo quelli per i vegetali coltivati per frutti (39,8), lo zucchero (38,3) e i cavoli (37,3).
Seguono il riso (31,8 punti in più), la margarina (31,3), il latte conservato (30,9), la pasta (28,9) e l’insalata (28,8). I vegetali diversi dalle patate (e da altri tuberi) costano mediamente il 28,2 per cento in più di un anno fa, la farina il 24 per cento.

A livello generale, la spesa è mediamente più cara del 12,5 per cento rispetto all’ottobre 2021. Detto in altri termini, lo scontrino è diventato più caro di un ottavo nel corso dell’ultimo anno.

I generi alimentari in controtendenza sono appena due. Le pere fanno registrare una diminuzione di prezzi del 3,5 per cento. Determinati frutti con il nocciolo toccano addirittura il 6,1 per cento in meno rispetto alla precedente rilevazione.

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