Incubo inflazione: i reggiani sborsano 2.755 euro in più
Aumenti da capogiro per i generi alimentari, triplicate in sette anni le bollette energetiche
Reggio Emilia Sette euro e 55 centesimi al giorno. Tanto “pesano” i rincari sul carrello della spesa per l’Unione nazionale consumatori.
L’Unione ha stilato la classifica delle città più care d’Italia partendo dai dati di ottobre sull’inflazione, pubblicati ieri dall’Istat.
Reggio Emilia si piazza al 18° posto tra i Comuni con oltre 150mila abitanti su scala nazionale con 2.755 euro di rincari annui per la famiglia media. Ipotizzando una spesa quotidiana, mediamente le famiglie reggiane spenderebbero dunque 7,55 euro in più ogni giorno.
I dati forniti dall’Istat permettono d’indagare i rincari ancor più in profondità. Emerge dunque che nel territorio reggiano gli alimentari e le bevande analcoliche sono cresciute in misura maggiore rispetto alla media sia nazionale sia regionale.
L’Istat non utilizza come unità di misura gli euro, ma l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic). In pratica, l’istituto di Statistica pone come base 100 i prezzi del 2015 e registra gli incrementi (o le diminuzioni) di mese in mese.
Nel mese di ottobre 2021, l’indice “prodotti alimentari e bevande analcoliche” faceva registrare il valore di 107,2 a Reggio Emilia, oltre sette punti percentuali in più rispetto al 2015. A ottobre di quest’anno il valore è salito a 123,3: oltre il venti per cento in più rispetto al 2015 e più di sedici punti rispetto all’ultimo anno.
Per intenderci, in Italia s’è passati dai 106,3 punti dell’ottobre 2021 ai 120,7 del mese scorso (più 14,4 punti), in Emilia Romagna dai 104,7 punti del primo periodo ai 119,1 del secondo con lo stesso incremento osservato a livello nazionale.
Reggio Emilia si conferma più cara per la spesa in senso stretto, come d’altronde è stato registrato dall’Istat negli ultimi mesi. Da settembre (121,2 punti) a ottobre il valore è cresciuto di 2,1 punti, da agosto (119,4) a settembre l’incremento è stato di 1,8 punti, da luglio (117,5) a giugno si è registrato un aumento di 1,9 punti.
Compiamo ancora un balzo indietro nel tempo. Le differenze sono minime tra giugno (117,4 punti) e luglio, aumentano da maggio (116,1 punti) a giugno, diventano ancor maggiori da aprile (113,6 punti) a maggio.
Gli incrementi negli alimentari e nelle bevande analcoliche a Reggio Emilia superano l’incremento medio dei prezzi nell’ultimo anno, passato dai 106,2 punti di indice Nic nell’ottobre 2022 ai 118,3 del mese scorso (più 12,1 punti in un anno).
La vera mazzata a Reggio Emilia (come altrove) riguarda le utenze domestiche, racchiuse nella voce “abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili”.
Nell’ottobre 2021 il valore a Reggio Emilia era di 112,6 punti, il 12,6 per cento in più rispetto alla base selezionata dall’Istat (2015). Dodici mesi dopo, l’indice è schizzato a quota 180,7: 68,1 punti in più rispetto all’ottobre dell’anno passato.
Più nel dettaglio, le bollette energetiche conoscono l’incremento più notevole di tutti i “mini settori” raccolti dall’Istat. Nell’ottobre 2021 il valore era appena superiore al 2015 (123,9 punti), lo scorso mese il valore è quasi triplicato (298,9 punti).
Le forniture d’acqua e i servizi vari connessi all’abitazione sono in calo di quasi cinque punti (dai 106,2 dell’ottobre 2021 ai 101,4 dell’ottobre 2022), lambendo quasi i livelli osservati nel 2015.
Aumentano invece gli affitti (da 102,9 a 104,3 punti) e le riparazioni (da 103,7 a 107,5 punti). A livello regionale, la macro voce delle spese domestiche aumenta di 70,3 punti, passando 112,7 punti dell’ottobre 2021 ai 183 del mese scorso. Su scala nazionale, l’incremento è minore: dai 112,6 punti dell’ottobre 2021 ai 176,8 del mese scorso per 64,2 punti in più.
Al terzo posto tra i rincari identificati dall’Istat a Reggio Emilia rientrano i trasporti, passati dai 109,8 punti dell’ottobre 2021 ai 117,2 punti del mese scorso (7,4 punti in un anno).
Ancor più nel dettaglio, aumentano soprattutto i servizi di trasporto (15,8 punti negli ultimi dodici mesi), seguiti dall’acquisto dei mezzi (più 7,7 punti) e dalle spese di esercizio (più 5,6 punti).
Gli aumenti nei trasporti a Reggio Emilia sono inferiori rispetto a quelli riscontrati a livello nazionale (8,9 punti in un anno) e regionale (8,7).
I rincari nel territorio reggiano sono inferiori sia all’Italia sia all’Emilia Romagna anche alla voce “servizi ricettivi e di ristorazione”. A Reggio Emilia si passa dai 107,6 punti dell’ottobre 2021 ai 111,8 del mese scorso (4,2 punti in un anno).
L’incremento è quasi doppio in Italia (8,3 punti) e ancor maggiore in Emilia Romagna (8,9). Spulciando i dati, si scopre che a Reggio Emilia i servizi di alloggio si confermano pressoché costanti dall’ottobre 2021 (104,8 punti) all’ottobre 2022 (105,4).
I veri incrementi si concentrano sui servizi di ristorazione, passati dai 108,4 punti del primo riferimento ai 113,8 del secondo.
Sia chiaro: non tutti i settori hanno conosciuto aumenti negli ultimi dodici mesi. A livello macro, a Reggio Emilia sono calate le spese per l’istruzione, ancor più basse del 2015.
Nell’ottobre 2021 il valore dell’indice era di 85,6 punti, il mese scorso di 84,9. Ancor maggiore il calo nelle spese per le comunicazioni, passate da 78,1 a 76,1 punti nello stesso intervallo di tempo.
La palma d’oro del risparmio è conquistata dalla fornitura d’acqua e servizi vari connessi (come s’è visto, 4,8 punti percentuali in meno). Gli utensili e le attrezzature domestiche passano da 99,4 a 95 punti, i pacchetti vacanza da 99,1 a 94,8.
Calano anche le spese per gli apparecchi telefonici (meno 3,9 punti), i corsi d’istruzione (meno 3,2), gli apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici (meno due), i servizi ricreativi e culturali (meno 0,7), l’istruzione universitaria (meno 0,2) e i medicinali con annesse attrezzature (meno 0,1).
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