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«Sarà il concerto dell’amore per le mie radici»

Alice Benatti
«Sarà il concerto dell’amore per le mie radici»

Zucchero racconta il suo rapporto con Reggio Emilia, dove canterà il 9 e 10 giugno 2023. Ospiti? «Le sorprese ci saranno»

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Reggio Emilia Zucchero “Sugar” Fornaciari sarà in concerto alla Rcf Arena venerdì 9 e sabato 10 giugno 2023. Il cantante ha deciso di festeggiare nella sua Reggio Emilia con una doppia data un anniversario speciale della sua carriera: i 40 anni dall’uscita del suo album d’esordio “Un po’ di zucchero” (1983). La due giorni si chiama “Diavolo in R.E.”, titolo che “reggianizza” uno dei suoi più grandi successi (Diavolo in me) proprio per sottolineare l’importanza della “casa” scelta per questo grande evento del cuore. Perché «sarà il concerto dell’amore», come ha detto lo stesso bluesman partigiano di Roncocesi. Dell’amore per la sua terra, per le sue origini, per Reggio Emilia, appunto.

L’annuncio è stato dato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta proprio alla Rcf Arena. Novità di questi concerti saranno i 35mila posti a sedere numerati, che “strizzano l’occhio” alle abitudini del suo pubblico affezionato e inaugurano un nuovo modo di vivere il Campovolo. Zucchero non canta in città dal 2019 quando aveva partecipato al mega concerto al Pala Bigi per festeggiare i 60 anni del flautista di Correggio Andrea Griminelli. Prima ancora, aveva cantato a Reggio il 22 settembre 2012 in occasione del grande evento benefico “Italia loves Emilia”. Quella in programma alla Rcf Arena è una festa molto attesa dalla città e dai suoi fan, che si preparano a ripercorrere la sua quarantennale carriera intonando nostalgici le sue hit più celebri.

Il concerto dell’amore

«Io lo chiamo il concerto dell’amore per le mie radici – le parole di Zucchero ieri in conferenza stampa – non so per quale motivo a undici anni i miei genitori mi hanno portato via da qua. Questa cosa mi ha sempre fatto soffrire: non l’ho mai completamente elaborata. È un attaccamento viscerale, il mio. Infatti ho quasi paura, a volte, a tornare a Reggio anche soltanto per passare un paio di giorni perché mi dico “sicuramente sarà cambiata, così come è cambiato tutto”. Io voglio ricordare, salvaguardare l’immagine che avevo quando ero ragazzo».

L’infanzia a Reggio

Raccontandosi ai giornalisti, l’artista ha ripercorso alcuni frammenti degli anni vissuti a Reggio Emilia, prima di lasciare l’Emilia per trasferirsi con la famiglia in Toscana. Era la fine degli anni Sessanta. «La gente era molto genuina, almeno nei ricordi che ho io nel paesino di Roncocesi – ha detto Zucchero – soprattutto ho sempre trovato, a differenza di altri posti, un senso dell’ironia e del sarcasmo che mi fanno ridere, che mi fanno stare bene. Qui ci sono dei modi di fare e di dire che da qualsiasi altra parte suonerebbero offensivi. Nell’80% delle mie canzoni c’è sempre dentro qualcosa che fa parte delle mie radici. Addirittura ho fatto un album intero, Chocabeck, che è la giornata domenicale del paesino dove sono cresciuto». E ha aggiunto: «Nonostante molti pensano che io sia burbero e anche un po’ spigoloso - e lo sono, eh - ho questa parte fanciullesca e naif che è quella che mi salva, che mi frena. Se no sarei un rivoluzionario».

L’abbraccio dell’arena

Non è un mistero il rapporto speciale tra il bluesman reggiano e l’Arena di Verona. Ma a giugno 2023 sarà l’arena di casa sua che si prepara ad abbracciare per la prima volta sopra a un grande palco di 77 metri di lunghezza (ricalcherà quello già visto la scorsa estate con Ligabue e con l’evento benefico “Una.Nessuna.Centomila”). Perché è questa la sensazione che le arene regalano a Zucchero: quella di un forte abbraccio. «In arena mi sento abbracciato e riesco a vedere più o meno tutti – ha rivelato – la bellezza forse favorisce la mia musica. L’arena, come questa qui, è la dimensione giusta». «Io preferisco suonare lì con meno gente piuttosto che in luoghi che non sono fatti per la musica», ha aggiunto, riferendosi agli stadi.

Ospiti a sorpresa

Nessun nome di artista che sarà invitato a salire sul palco di Zucchero per i due live show dei suoi 40 anni di carriera è stato rivelato ma il cantante non ha nascosto che, come sempre, l’idea di condividere questa festa gli piace. «Ci lavorerò – ha assicurato – sicuramente vorrei fare una sorpresa. A volte sono cose che succedono all’ultimo momento». E ha ricordato che questo accadde nel concerto benefico per Viareggio del 2009 che, insieme a Mimmo D'Alessandro, decise di organizzare per raccogliere fondi a seguito del grave incidente ferroviario avvenuto nel comune toscano il 29 giugno dello stesso anno. «Sting si è aggregato all’ultimo e non ha voluto nemmeno l’hotel», ha ricordato.

Il murale dei partigiani

Durante la conferenza stampa Zucchero è tornato sul polverone che lo scorso anno si è sollevato attorno al murale di Casa Manfredi (ex casa colonica) a Villa Sesso “Partigiano Reggiano”, simbolo della Resistenza, visibile dall’ A1, nel tratto compreso tra Terre di Canossa-Campegine e Reggio Emilia: Autostrade per l’Italia aveva annunciato di volerlo cancellare «perché distrae gli automobilisti». Poi c’era stato il dietrofront. «Più avanti verso Modena c’era il cartellone con l’immagine di un culo straordinario, che però non disturbava il viandante», la scoccata di Zucchero, che ha sottinteso l’ipocrisia di voler togliere un murale di grande significato e non la pubblicità di una marca di lingerie che mostrava il corpo di una donna.

Dopo il 25 settembre

«Quando all’inizio c’è stato il piccolo casino sui rave mi sono detto “non è che adesso non si possono più fare le Feste dell’Unità?”», ha scherzato l’artista. E sull’esito elettorale: «Siamo in democrazia quindi va bene così. Quello che vedo è che il popolo sta andando verso una direzione molto basica: sono un po’ disilluso. Avrei voluto ci fosse una reazione ma non c’è stata. Fosse successo ai tempi miei e di Guccini...ora invece ce li prendiamo a basta. Io continuo a fare il mio mestiere, basta che non rompano i c...».

Il festival di Sanremo

Sul prossimo festival della canzone italiana, Zucchero non si è risparmiato. «Non mi vogliono più a Sanremo, neanche in gara – ha dichiarato senza mezzi termini – faccio fatica con questa direzione artistica». E poi: «Sarà il festival degli influencer e siccome io non sono come gli influencer mi lasciano a casa. Guccini mi ha detto che non hanno preso neanche una sua canzone...ormai è tutto mirato a fare audience. È così che funziona».l


 

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