Il fidanzato di Saman: «Fino all’ultimo ho sperato fosse ancora viva»
I pakistani: «Il mandante è il padre, ma non dimentichiamo la madre»
Novellara «Sono soddisfatto per l’arresto di Shabbar, ma la notizia del ritrovamento di un corpo vicino a casa di Saman mi riempie di dolore e tristezza. Fino all’ultimo momento ho vissuto con la speranza che fosse ancora viva». Sono le parole di Saqib Ayub, fidanzato di Saman Abbas, rese note dal suo avvocato Claudio Falleti. «Aspettiamo le analisi della polizia scientifica. Se il corpo ritrovato fosse di Saman, desidererei che avesse una degna sepoltura. È rimasta anche fin troppo tempo in un posto inospitale. Spero sia fatta giustizia e che i responsabili paghino per quello che hanno fatto. Chiedo un po’ di privacy in un momento così difficile e delicato», aggiunge.
«È molto provato – afferma il legale Claudio Falleti – da quando gli ho comunicato la notizia. Attendiamo insieme il prosieguo, monitorando gli sviluppi della situazione. Attendiamo e speriamo che anche Shabbar possa essere consegnato alla giustizia e che venga sottoposto ad un regolare processo in Italia. In egual misura auspico che anche la moglie venga arrestata, ciò rappresenterebbe processualmente l’inizio delle attività con tutti gli imputati presenti, in modo che ognuno venga giudicato per le proprie responsabilità».
La comunità pakistana
«Continuiamo a condannare questo gesto criminale figlio di una mentalità retrograda. Vogliamo l’estradizione del padre per fare giustizia. E se il corpo dovesse essere quello di Saman, speriamo di poterle dare una degna sepoltura», dice Hasnain Abbas Bhatti, 25 anni, portavoce della comunità pakistana di Novellara. «Per noi il mandante dell’omicidio è il padre Shabbar in quanto capofamiglia, con l’appoggio degli altri familiari, ma non dimentichiamo anche il ruolo fondamentale della madre Nazia in questa macabra vicenda. La famiglia di Saman era chiusa, non frequentava i nostri centri culturali islamici. Shabbar, poi, aveva il vizio dell’alcool, e per questo non era ben accetto per la nostra religione. Matrimoni combinati? Sono frequenti nella nostra comunità, ma si concretizzano solo quando i due sposi sono consenzienti. Qui stiamo parlando di nozze forzate». E ancora: «Preghiamo spesso per Saman e stiamo facendo numerosi incontri per far capire il ruolo fondamentale della donna nell’Islam».
Il parroco del paese
Ieri anche il parroco di Novellara, don Giordano Goccini, ha ricordato Saman nell’omelia durante la messa: «Non ci basta l’alibi della diversità culturale, nel nome della quale sarebbe stato compiuto tutto questo. Per il nostro paese è una ferita aperta».
Il centrodestra
«Se il cadavere fosse il suo, Saman merita di avere una tomba dignitosa. Sia Novellara ad accogliere le spoglie per ricordare a tutti questa tragica vicenda e come monito affinché non si ripetano più tragedie come questa», dice Cristina Fantinati, capogruppo del Centrodestra in consiglio comunale. «Siano i novellaresi a ricordarsi di lei, con una preghiera e un fiore sulla sua lapide. Sia Novellara ad adottare per sempre Saman, pur nel momento della morte, non certamente la sua famiglia, che l’ha ripudiata e poi uccisa barbaramente e che mai rivendicherà quel corpo. Saman ha lottato per essere libera: voleva studiare, lavorare, vestirsi all’occidentale, scegliersi da sola il fidanzato, ma ha pagato con la morte una scelta di vita che per noi rappresenta la normalità. Per questo non rimandiamola in Pakistan, teniamola qui perché è una di noi, una ragazza italiana (“italian girl”) come lei stessa si definiva sui suoi profili social».
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