Minari in Consiglio e al Traghettino: sì alla procedura di incompatibilità
Il capogruppo Zani: «Dubbi sollevati da noi, l’Anci conferma»
Cadelbosco Sopra Nella serata di giovedì scorso si è svolto il consiglio comunale straordinario, richiesto dal gruppo di opposizione “Cadelbosco per tutti”, per analizzare se esista un’incompatibilità con il ruolo di consigliera comunale di Luciana Minari.
Secondo la minoranza, infatti, già nel 2019, all’insediamento della nuova amministrazione, la consigliera Minari dichiarò in Consiglio che si sarebbe dimessa dal ruolo di presidente dell’associazione sportiva “Il Traghettino” in quanto il ruolo era incompatibile.
L’associazione sportiva aveva e ha tutt’ora la gestione di strutture e servizi con assegnazioni dal Comune.
«La consigliera Minari, dopo le dimissioni dalla società – spiegano dall’opposizione – è tornata a rivestire il ruolo di presidente dopo che “Il Traghettino” si è trasformato in cooperativa sportiva e resta titolare dell’assegnazione di strutture sportive, di ristori e contributi comunali».
Sulla discussione in consiglio comunale, afferma il capogruppo di “Cadelbosco per tutti”, Marino Zani: «Premetto che da parte nostra il tema dell’incompatibilità era stato sottoposto alla maggioranza già lo scorso luglio, quando abbiamo saputo, informati da alcuni cittadini, che la consigliera era ancora alla presidenza della cooperativa. Su questo abbiamo quindi chiesto un parere legale, a nostre spese, che ci ha confermato tale incompatibilità in modo molto netto. Da parte sua il Comune ha chiesto un parere all’associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), che nella sua articolata ricostruzione della vicenda alla fine conclude spiegando che “sarebbe indispensabile che il Comune esaminasse lo Statuto della cooperativa laddove al presidente siano assegnati poteri riferibili al titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento. In tal caso dovrebbe essere dichiarata l’incompatibilità con conseguente rimozione in base a quanto disposto dall’articolo 69 Tuel”».
«Di fatto – prosegue Zani – Anci sostiene che il ruolo, che presuppone a tutti gli effetti i poteri indicati nella risposta, è incompatibile. La stessa segretaria comunale Messina ha evidenziato in un suo parere come ci siano aspetti che possano ravvisare l’incompatibilità. Nella seduta di giovedì ho ribadito che, come gruppo, non abbiamo alcuna contrarietà personale verso la consigliera Minari, così come verso la coop “Il Traghettino”, ma che, in tre mesi e mezzo di tempo, ci sembrava riprovevole che non si fosse arrivati a ottenere una risposta».
Aggiunge Zani: «La maggioranza alla fine ha votato sì all’avvio della procedura per l’incompatibilità, così da approfondire il tema che abbiamo posto: questo presuppone di assegnare alla consigliera Minari il termine di 10 giorni dalla notifica dell’atto per formulare osservazioni o raccogliere altri pareri, poi ci sarà una nuova seduta del consiglio comunale per analizzarli e assumere la decisione finale. Cogliamo positivamente il fatto che finalmente la maggioranza ammetta e condivida che il tema che abbiamo posto esiste ed è fondato. Concludendo, vorremmo esprimere con forza l’aspetto che, quando si è amministratori pubblici, al di là delle questioni propriamente legali, si apre un enorme tema di opportunità. Questa situazione può far sorgere il dubbio tra i cittadini che alcuni processi decisionali possano essere influenzati da interessi privati».
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