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Prende a calci e pugni i poliziotti e la loro auto: libero

Ambra Prati
Prende a calci e pugni i poliziotti e la loro auto: libero<br>

Il 26enne è stato accusato di vari reati. Il processo per direttissima si svolgerà il 16 dicembre

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Reggio Emilia Fermato in viale Olimpia dalla polizia di Stato in piena notte per un normale controllo, il giovane in stato di ubriachezza prima si è rifiutato di mostrare i documenti personali poi ha aggredito gli agenti e preso a calci e pugni l’auto di servizio (la portiera è stata spaccata). Così Brayan Luis Perea Cayola, colombiano di 26 anni residente in Romagna, è finito in manette per una sfilza di reati: rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate a pubblico ufficiale e danneggiamento.

L’episodio è accaduto domenica scorsa alle 4.50 in viale Olimpia, dove una pattuglia della Volanti è intervenuta perché era stato segnalato un acceso diverbio tra più persone in strada.

Sul posto i poliziotti hanno trovato il solo 26enne, palesemente alterato e poco collaborativo, che si è opposto all’ordinario controllo. Gli agenti hanno tentato di identificarlo, ma alla richiesta di mostrare i documenti il giovane ha cominciato a lanciare improperi contro i poliziotti, a spintonarli e a sferrare calci e pugni: un calcio ha colpito alla mano destra un agente e un pugno ha colpito il collega (entrambi hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche e sono stati giudicati guaribili con due giorni di prognosi).

Infine l’esagitato si è avvicinato all’auto di servizio delle Volanti, prendendo a calci pure quella. Quando, con non poca fatica, i poliziotti sono riusciti ad immobilizzarlo, il giovane è stato portato negli uffici della questura e dichiarato in arresto.

Dopo una nottata in carcere, ieri mattina il 26enne è stato accompagnato in tribunale per l’udienza di convalida. In aula l’imputato ha ammesso candidamente: «Vorrei rispondere alle domande, ma non ricordo nulla. A quell’ora ero appena uscito da una festa completamente ubriaco».

Il pm onorario ha chiesto l’obbligo di firma, ritenendola una misura sufficiente. L’avvocato difensore Marco Pinotti non ha avanzato richieste. Il giudice Giovanni Ghini, dopo essersi ritirato in camera di consiglio, ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma.

La direttissima si svolgerà il 16 dicembre.

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