La magia di San Prospero accende Reggio
Centro pieno e sconti “black” nei negozi
Reggio Emilia Le persone che si affollano nelle piazze attorno a bancarelle e banchetti, tra specialità autunnali reggiane che sorridono alla pancia e oggetti (anche solidali) da tenere in casa o regalare in occasione delle feste. I bambini che si divertono con i giochi costruiti in legno e altri materiali poveri portati in piazza Martiri del 7 luglio dal gruppo di giovani artigiani di “Caimercati”. Gli scout che distribuiscono i loro dolcetti infiocchettati in cambio di un’offerta libera. Le luminarie accese che scaldano il centro storico di Reggio e anticipano la magia del Natale. Tantissime borsine e borse dello shopping, favorito dai generosi sconti (fino al 70%) proposti dai negozi in occasione della settimana del “black friday”. Questi gli elementi che ieri hanno riconsegnato a Reggio Emilia la sua festa patronale all’insegna della “normalità”. E non solo per le pochissime mascherine che si sono viste quest’anno: il cuore della città era davvero pieno e vivo e lo è stato per tutta la giornata, complice anche il bel sole di cui si è potuto godere fin dal mattino. «Una giornata bellissima come non si vedeva di anni», il commento di un commerciante in piazza Prampolini.
Alle 11, per la prima volta dal suo ingresso in diocesi, in San Prospero l’arcivescovo Giacomo Morandi ha presieduto il solenne pontificale alla presenza della autorità cittadine. Fuori dalla basilica è stato un susseguirsi di nuovi arrivi, per una “toccata e fuga” (magari per un cono di caldarroste) o per una tradizionale mezza giornata in famiglia. In piazza San Prospero, dietro a un banco Gabriella Schiatti racconta i prodotti dell’azienda famigliare, Fontanili, e fa assaggiare il suo savuret, conserva di pere e mele antiche, a cui sono aggiunte fette di pere Nobili, frutto di un processo lento e rigoroso. «La sua morte è con il Parmigiano Reggiano», assicura. E sulla fiera di quest’anno: «Di solito verso l’ora di pranzo c’è un rallentamento del flusso di persone che si riversa nella piazza mentre oggi non si è mai fermato. Siamo contenti» Poco distante Giuseppe Fantuzzi si aggira con il suo grembiule attorno all’imponente padellone (più di due metri di diametro)per le caldarroste che, come da tradizione, presidia la nella giornata del patrono. «Da questa mattina ne abbiamo già cotte più di dieci quintali» – riporta alle 16.30 lo storico volontario della Pro Marola, associazione che ogni anno, nel mese di ottobre, per tre domeniche anima la frazione di Carpineti con la celebre festa della castagna. In tutto sono una quindicina e per allestire il loro spazio – dove offrono anche vin brulé – sono arrivati prestissimo.
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