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L’illuminazione pubblica rimane accesa anche nelle prime ore del mattino

L’illuminazione pubblica rimane accesa anche nelle prime ore del mattino

La sindaca annuncia la nuova rimodulazione: «Un sacrificio necessario»

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Cavriago «A Cavriago sono in arrivo nuovi orari di spegnimento per l’illuminazione pubica». Lo annuncia la sindaca di Cavriago, Francesca Bedogni, tramite una nota in cui spiega: «Come anticipato negli scorsi mesi, continua la sperimentazione per il risparmio energetico sui costi dell’illuminazione pubblica. Alla luce delle segnalazioni pervenute nel corso di queste settimane, abbiamo nuovamente aggiustato gli orari di spegnimento della illuminazione pubblica. Le nuove impostazioni prevedono: l’eliminazione dello spegnimento anticipato del mattino; la riduzione del tempo di accensione ritardata della sera di soli dieci minuti; l’aumento della fascia di spegnimento notturno a due ore, con spostamento in avanti dalle ore due alle ore quattro del mattino».

Il tema era diventata un vero e proprio braccio di ferro tra gli esponenti del Movimento 5 Stelle e la giunta. «Il paese al buio: ne va della sicurezza dei cittadini e del paese», dicevano i pentastellati.

Il tema dei rincari ha portato tanti Comuni della Val d’Enza a prendere decisioni, compresa quella di rinunciare a parte delle luminarie natalizie. «Abbiamo potuto fare un primo bilancio dei maggiori costi per utenze sostenuti nel 2022 – continua Bedogni –. Per il Comune di Cavriago, questa maggiore spesa si avvicina ai 700mila euro. Esigui i contributi statali arrivati a parziale ristoro per complessivi 100mila euro. Ancor più esigui i contributi previsti per il 2023 dalla manovra finanziaria in corso di approvazione, decisione che lascia allibiti, dato che, non potendo aumentare le entrate in alcun modo, per i Comuni questi maggiori costi si tradurranno in pesantissimi tagli. In questo contesto gli interventi sperimentati nel corso di questi mesi sono preziosi perché nel 2023 ci permetteranno di risparmiare una cifra che si aggira intorno agli 80 mila euro annui». «Siamo consapevoli dei disagi e del sacrificio che chiediamo ai cittadini, ma siamo anche consapevoli di dover continuare a investire tutto quello che possiamo sui servizi alle persone».

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