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«Tra i Maestri del lavoro un giorno vorrei più donne»

Alice Benatti
«Tra i Maestri del lavoro un giorno vorrei più donne»

L’intervista alla Console del gruppo di Reggio Enrica Ghirri, al suo terzo mandato

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Reggio Emilia «Vorrei vedere sempre più donne Maestre del lavoro e considero questo traguardo uno dei miei obiettivi personali. Purtroppo la società non aiuta molto: gli asili sono costosi e il lavoro di accudimento di figli e genitori anziani resta prettamente femminile. Molte donne per questo motivo sono costrette a uscire dal mondo del lavoro e quando si rimettono in gioco non riescono a raggiungere i 25 anni richiesti per l’ottenimento della Stella al Merito del Lavoro». A parlare è la Console dei Maestri del lavoro di Reggio Emilia nonché Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana Enrica Ghirri, che lo scorso anno ha festeggiato i 50 anni di carriera alla Pagani Holding-Editore – l’azienda dove ha cominciato come apprendista per arrivare a ricoprire il ruolo di vice direttrice generale – che l’ha voluta premiare con una medaglia (coniata per l’occasione) a riconoscimento della fedeltà, della tenacia e delle capacità organizzative dimostrate. Al Consolato reggiano, che oggi raggruppa 215 soci tra cui soltanto 50 donne, Ghirri è al suo terzo mandato (cominciato lo scorso 4 ottobre dopo le dimissioni di Anna Ruggerini).

«Un’altra motivazione della scarsa presenza femminile tra i candidati e gli insigniti della Stella al Merito del Lavoro riguarda sempre la sfera dei requisiti, nei quali non sono contemplati la professione di “segretaria di direzione” o di “segretaria di presidenza” che richiedono alte conoscenze di organizzazione e riservatezza», sottolinea la Console dei Maestri del Lavoro di Reggio Emilia. Si ricorda che di titoli di «maestro del lavoro» in tutta Italia, ogni anno, ne vengono concessi 1000, di cui circa la metà a lavoratori che abbiano iniziato la loro attività dai livelli contrattuali più bassi. Una che nel 2022 ce l’ha fatta è Claudia Buzzi, Quality Manager di Bombardi Rettifiche.

«Al Consolato di Reggio Emilia mi impegnerò a divulgare un’immagine più moderna dei Maestri del Lavoro – le parole di Buzzi – il mio obiettivo sarà quello di sensibilizzare le aziende del territorio in quanto non tutte sono a conoscenza della possibilità di candidare i propri collaboratori all’ottenimento di questa prestigiosa onorificenza. Il mio ingresso nella “Grande Famiglia Magistrale” è un grandissimo onore ma anche un impegno che mi prendo verso i giovani per trasmettere la mia esperienza, aiutarli ad impegnarsi con entusiasmo e senso di responsabilità nel proprio lavoro e favorirne una crescita all’interno dell’azienda di appartenenza». Ed è proprio ai giovani che guardano in primo luogo i Maestri del lavoro reggiani, insegnanti d’eccezione nelle scuole non solo per testimoniare la propria esperienza di successo ma anche per offrire approfondimenti sui principi e l’etica del lavoro così come sulla cultura della sicurezza. Come riporta Enrica Ghirri, «i ragazzi a scuola ricevono una preparazione teorica sul mondo del lavoro» dunque «noi gli insegniamo a sostenere un colloquio e a scrivere un curriculum, evidenziando gli elementi da inserire che colpiscono chi, all’interno delle aziende, seleziona il personale». Undici i Maestri del lavoro, coordinati dall’ing. Giuseppe Duri, dedicati a un’attività che si concentra prevalentemente nelle classi terze dei professionali e quarte e quinte dei tecnici. Nell’anno scolastico 2021-2022, nonostante la pandemia, il Consolato di Reggio Emilia ha coinvolto in presenza oltre 700 studenti e 72 docenti degli istituti superiori della nostra provincia, superando le 70 ore di formazione.

Al termine degli incontri gli studenti e i loro professori compilano un questionario che misura il gradimento dell’attività proposta, da cui si può riscontrare che ai ragazzi questa formazione piace parecchio. Nel solo mese di novembre di quest’anno, tra il Russell di Guastalla e l’istituto D’Arzo di Montecchio Emilia, i Maestri del lavoro del Consolato reggiano hanno già incontrato più di 200 studenti e altri momenti formativi sono in programma da qui a marzo a 2023. «Le ragazze oggi si stanno affermando sempre di più in campi che 20 anni fa erano prettamente maschili – sottolinea Ghirri – durante gli incontri all’interno delle classi ci accorgiamo che le studentesse, guardando al loro futuro lavorativo, non si vedono in una posizione di svantaggio rispetto ai loro compagni. Non sentono ancora questo ostacolo, purtroppo spesso lo avvertono più avanti. Perché è vero che è stata fatta una legge sulla parità salariale ma non sempre nell’ambiente di lavoro a un uomo e a una donna che svolgono la medesima attività viene riconosciuta la stessa qualifica». E tornando alla scarsa presenza di donne tra i Maestri del lavoro: «Per me ricevere questa onorificenza è stato molto gratificante dunque mi auguro che sempre più donne possano riceverla. Il mio impegno sarà in questa direzione». 
 

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