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Villa Minozzo

La commissaria Unesco in visita ai Gessi reggiani

La commissaria Unesco in visita ai Gessi reggiani

In occasione della candidatura a Patrimonio dell’Umanità

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Villa Minozzo Si è conclusa nei giorni scorsi, a Bologna, nella sede della Regione, la visita della commissaria Iucn/Unesco Gordana Beltram in Emilia Romagna, un passaggio previsto dalla procedura che potrà portare nella prossima estate all’ingresso nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità del “Carsismo nelle evaporiti e grotte nell’Appennino settentrionale”, di cui i Gessi triassici della Val Secchia e i Gessi messiniani della Collina Reggiana fanno parte.

Si è trattato di una visita approfondita con sopralluoghi e incontri importanti e partecipati in tutti i sette siti della Regione Emilia Romagna tra le province di Reggio Emilia, Bologna, Rimini e Ravenna: i Gessi triassici dell’alta val Secchia e i messiniani della bassa collina reggiana, di Zola Predosa, dei Gessi bolognesi, della Vena del Gesso romagnola, delle evaporiti di San Leo e dei Gessi della Romagna orientale.

Il tour

Nel parco nazionale la valutatrice ha incontrato gli amministratori e diversi portatori di interesse alle Fonti di Poiano e all’Eremo di Bismantova, ha visto da vicino affioramenti e grotte, insieme all’università di Modena e Reggio, la Regione, il Ministero, la Federazione speleologica e il Gruppo speleo di Reggio Emilia. Il parco nazionale e la Riserva di biosfera (i due siti reggiani sono ricompresi in essa) ringraziano tutti coloro che hanno partecipato e contribuito a nome delle associazioni, a titolo personale, come imprese, come scuole, come portatori di interessi e testimoni dei valori e dell’attaccamento al territorio.

«Si tratta di una sfida importantissima – ha spiegato il coordinatore dell’area Mab Unesco, Fausto Giovanelli –. Eccellenze naturali e culturali, beni comuni nell’alta val Secchia nella prima collina reggiana sottovalutati e a lungo addirittura ignorati, stanno ora emergendo, grazie alla candidatura in corso, ai progetti già realizzati, in tutti i loro valori e capacità attrattiva nell’oggi e generativa per il futuro».

L’importanza

«Quella della candidatura a Patrimonio dell’Umanità – ha proseguito – è una sfida da vincere o quantomeno da affrontare con convinzione. Lascerà un segno positivo, qualunque ne sia l’esito, nelle conoscenze, nell’affezione e nella cura dei beni coinvolti. In caso di successo sarà un fatto che segnerà sicuramente in modo positivo la storia delle aree interessate e di ampie aree circostanti nell’alta val Secchia e nella collina reggiana».

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