Reggio Emilia contro il caporalato, cresce il lavoro agricolo di qualità
I dati diffusi dall’Inps a un anno dall’istituzione della sezione territoriale
Reggio Emilia Le aziende agricole reggiane resistono alla crisi e vedono aumentare la qualità dell’occupazione.
L’analisi è stata fornita in occasione del primo compleanno celebrato dalla sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità.
Dai dati dell’Inps, gli addetti del settore sono aumentati dell’1,8 per cento, passando da 8.605 a 8.757. Diminuiscono di oltre quattrocento casi le malattie dei lavoratori (da 1.517 a 1.088). A livello percentuale, la diminuzione del 28,3 per cento è la più consistente in tutta l’Emilia Romagna.
Al tempo stesso, il ricorso alla cassa d’integrazione salariale è stato ridotto di quasi due terzi (-61,6 per cento), passando dai 968 casi del 2020 ai 372 dell’anno scorso. Cresce con la stessa media regionale (4,4 per cento) la percentuale di disoccupazione agricola. I disoccupati nel settore agricolo passano dai 2.245 del 2020 ai 2.344 del 2021.
Sul piano regionale, le irregolarità nel settore agricolo sono minori rispetto alle altre. Su 282 ispezioni nel settore agricolo, in 117 sono state riscontrate irregolarità (41,49 per cento).
Il numero è ben più basso dei 299 casi su 482 ispezioni (62,03 per cento di irregolarità) nell’industria e delle 731 ispezioni in cui sono state riscontrate irregolarità sulle 1.232 totali nell’edilizia (58,33 per cento). I valori crescono ancora nel terziario: su 2.824 ispezioni, 1.868 hanno fatto segnare irregolarità (66,15 per cento, praticamente due ogni tre effettuate).
I dati sono stati presentati nella sede provinciale dell’Inps. Il direttore provinciale Inps Francesco Cimino ha descritto l’attività compiuta dalla sezione nel corso del 2022. Il risultato più importante è stato l’aumento delle aziende agricole reggiane iscritte alla Rete del Lavoro Agricolo, più che raddoppiato rispetto al 2021.
Maria Luisa Caselli, presidente del comitato Imi, ha sottolineato l’importanza del contributo dato alle aziende che stabilizzano un lavoratore trasformandolo da avventizio a tempo indeterminato.
Il prefetto Iolanda Rolli ha evidenziato come nonostante il territorio reggiano sia una provincia votata alla legalità, occorra mettere in campo ogni forza per garantire la regolarità nei luoghi di lavoro e ha sottolineato che negli anni si è assistito ad un aumento del lavoro nero e “grigio”.
Il prefetto ha stimato che l’economia sommersa rappresenta circa un decimo del prodotto interno lordo.
L’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi ha proposto di estendere l’istituzione delle sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità in ogni provincia della regione. Mammi ha aggiunto come fenomeni quali il caporalato e l’illegalità colpiscono e danneggiano la dignità dell’essere umano, le imprese corrette e le produzioni.
Il presidente della Provincia Giorgio Zanni ha ribadito la volontà di proseguire nel lavoro di tutela della dignità umana, del lavoro, della prevenzione dei reati, combattere la concorrenza sleale.
Il presidente di Cia Reggio Lorenzo Catellani ha sottolineato il vanto di essere la prima provincia della regione ad aver istituito la sezione territoriale. Giovani Velotti segretario Provinciale Flai-Cgil, ha ricordato la volontà di aderire alla rete da parte delle associazioni datoriali e dei sindacati di categoria già nel 2019, in sede di rinnovo dei contratti.
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