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Una protesta in piazza Prampolini per accelerare sulla via Emilia bis

Ambra Prati
Una protesta in piazza Prampolini per accelerare sulla via Emilia bis

Cella, Cadè e Gaida si mobilitano. L’appello: «Unitevi a noi, riguarda tutti»

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Reggio Emilia «Partecipiamo! Tutti in piazza a Reggio per la via Emilia bis». Così recita il volantino – coniugato anche in versione videoclip che circola sui social e su Youtube in inglese per le nuove generazioni – della manifestazione che si terrà domani, in piazza Prampolini a partire dalle 10.30, organizzata dal comitato delle tre frazioni (Cella, Cadè e Gaida), dall’associazione Mattone su Mattone, dalle parrocchie, dai circoli Arci Cella e Cadè e da Orgoglio Margheritino (comitato di Calerno).

«In ricordo di Youness e delle vittime della via Emilia». Difatti il comitato è nato in seguito all’incidente costato la vita a Youness Lakhdar, il bambino di dodici anni investito e ucciso da un furgone sulla via Emilia a Cella il 4 dicembre 2020; la ricorrenza viene anticipata di un giorno. Il 15 ottobre il comitato è sceso in piazza a Cella, due settimane prima dell’incidente con quattro morti, tre dei quali minori. Al di là di un bilancio delle vittime della strada che non fa che salire, «crediamo che il modo migliore per onorare i morti sia impegnarsi per cambiare la realtà», afferma la vicepresidente del comitato Maria Cristina Guarnieri.

L’obiettivo della manifestazione è duplice. Da un lato, spiega Guarnieri, «veniamo a Reggio per chiedere con forza a Comune, Provincia e Regione di agire per la messa in sicurezza dell’arteria e di accelerare i tempi della realizzazione della via Emilia bis con un progetto definitivo da proporre ad Anas». Secondo gli enti locali, invece, il progetto spetta ad Anas. Dall’altro lato il sit-in, prosegue Guarnieri, «è un modo per portare all’attenzione pubblica i problemi e i disagi della periferia cittadina».

È la seconda volta che la protesta si sposta nel capoluogo (il precedente è stato il 20 febbraio 2020) e ora gli organizzatori mirano a un coinvolgimento allargato. «Ci aspettiamo un centinaio di persone. Abbiamo esteso l’invito alle autorità: dai consiglieri comunali alla giunta, dalla Provincia alla Prefettura. Non vogliamo essere in conflitto con le amministrazioni locali, anzi desideriamo unire gli sforzi con determinazione collettiva».

L’invito principale, però, è rivolto all’intera cittadinanza: «È un appello a tutti i reggiani: la vivibilità e la sicurezza della via Emilia riguardano l’intera provincia».

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