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Influenza e Covid “paralizzano” gli accessi al pronto soccorso

Roberto Fontanili
Influenza e Covid “paralizzano” gli accessi al pronto soccorso

Affluenze boom al Santa Maria: «Costretti anche al blocco»- Raddoppiati i casi al pediatrico. In arrivo nuovi medici

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Reggio Emilia Il calo delle vaccinazioni anti-Covid, in parte, ma soprattutto l’epidemia influenzale che sta chiudendo in casa tanti cittadini, stanno aggravando la situazione già critica del pronto soccorso del Santa Maria Nuova.

In un paio di occasioni, a causa dell’elevato numero di accessi – l’ultima volta è stata quattro giorni fa – è stato bloccato per diverse ore l’ingresso di nuovi pazienti, per quello che stato definito un “iper affollamento”. Una situazione critica che ha fatto scattare il “piano di massiccia affluenza”, misura che blocca ogni accesso in attesa di curare i pazienti presenti.

Non meno critica la situazione al pronto soccorso pediatrico, dove nelle ultime settimane sono pressoché raddoppiati gli accessi, in gran parte dovuti a bronchioliti che hanno colpito i piccoli pazienti.

«La situazione è molto difficile», ha confermato ieri il direttore del presidio ospedaliero provinciale Giorgio Mazzi, che ha fatto il punto anche sull’arrivo dei nuovi medici “in appalto” che a breve prenderanno servizio nei pronto soccorso della provincia. «Nell’inverno dello scorso anno – spiega Mazzi – abbiamo registrato l’effetto combinato tra influenza stagionale e Covid. Lo scorso anno il fenomeno è stato più contenuto perché chi si è vaccinato per il Covid in molti casi ha fatto anche il vaccino antinfluenzale, riducendo così in maniera significativa la pressione sugli ospedali. Quest’anno siamo in ritardo con le quarte e quinte dosi e anche la vaccinazione antinfluenzale, pur essendo a livelli buoni, non sta dando una copertura così ampia e capace di ridurre l’impatto sulle strutture ospedaliere».

In questo momento, prosegue Mazzi, «abbiamo mediamente 110-115 pazienti Covid ricoverati. Un dato non paragonabile al passato, ma che comunque impatta sulle strutture ospedaliere, tenuto conto che tali pazienti richiedono accorgimenti e spazi dedicati e specifici».

Facendo poi il punto sul pronto soccorso del Santa Maria, il direttore Mazzi ha spiegato che «siamo andati in difficoltà diverse volte nelle ultime settimane e in due occasioni è stato attivato il piano di massiccia affluenza: significa il blocco dell’attività di accettazione del pronto soccorso per dedicarsi esclusivamente ai presenti. In un caso per un iper afflusso e in un altro per la concomitante presenza di 10 codici rossi e 10 codici arancioni. Il blocco è stato attivato nel primissimo pomeriggio e chiuso in tarda serata».

Una situazione di criticità che a giudizio di Giorgio Mazzi «non è legata alla chiusura per lavori dei pronto soccorso di Correggio e Scandiano. Sicuramente, però, la loro riapertura porterà dei benefici, anche se i casi più gravi continueranno a gravitare su quello di Reggio». Un’altra misura che dovrebbe dare una risposta all’emergenza pronto soccorso è l’assegnazione dell’appalto che prevede l’utilizzo di medici esterni. Il direttore Mazzi, nel fare il punto sugli appalti in corso, conferma che «per quanto riguarda Reggio e Castelnovo Monti l’aggiudicazione è già avvenuta e sono in corso contatti con gli aggiudicatari per verificare l’idoneità di medici e programmare il loro ingresso. Per Scandiano e Correggio, invece, ci sono state due offerte e chi non ha vinto l’appalto ha diritto a fare eventualmente ricorso. Dovranno trascorrere 35 giorni per procedere all’aggiudicazione». Che significa inizio 2023. In tutti i casi i partecipanti al bando sono cooperative, coop sociali e onlus che non hanno sede a Reggio ma a Bologna e in Veneto.
 

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